Senti che Storie…

Una religione letale…

«L’islam, questa teologia assurda di un beduino immorale, è un cadavere putrefatto che ci avvelena la vita».
«Dopo aver studiato moltissimo il Corano, la convinzione a cui sono pervenuto è che nel complesso vi siano state nel mondo poche religioni altrettanto letali per l’uomo di quella di Maometto. A quanto vedo l’islam è la causa principale della decadenza oggi così evidente nel mondo musulmano».
«Un mercante di cammelli che [...] sgozza i genitori, che rapisce le giovani, che concede ai vinti la scelta tra la conversione o la morte, è qualche cosa che nessun uomo può perdonare, a meno che non sia nato turco, e che la superstizione non abbia spento in lui anche l’ultimo ricordo delle leggi naturali».
«Maometto ha costruito una religione mettendo a morte i suoi nemici; Gesù Cristo comandando ai suoi seguaci di sacrificare le loro vite».
«Gli ammiratori e seguaci del Corano insistono sugli eccellenti precetti morali inseriti in quell’opera selvaggia e assurda… Facciamo attenzione alla sua (di Maometto) narrazione, e presto troveremo che egli onora concetti quali il tradimento, la disumanità, la crudeltà, la vendetta, il bigottismo, tutti completamente incompatibili con la società civile…».
«Nel Corano noi troviamo la più triste e miserabile forma di teismo. Forse si perde molto nella traduzione, ma non sono stato in grado di trovarvi una singola idea di valore».
Non è la traccia dell’ultimo pezzo islamofobo di Filippo Facci. Sono considerazioni (in sequenza) di: Kemal Atatürk, Alexis de Tocqueville, Voltaire, Blaise Pascal, David Hume e Arthur Schopenhauer. Se esiste un Ordine degli scrittori e dei filosofi prenda provvedimenti.

Kohl e l’identità perduta

Mai come nei giorni della scomparsa di Helmut Kohl sono state citate le parole del suo avversario Willy Brandt, che dopo il crollo del Muro ammonì sui facili entusiasmi per la riunificazione, da farsi, aggiungeva, solo a patto di procedere “con tatto e con il rispetto per l’autostima dei nostri compatrioti fin qui separati da noi”.
In occasione delle esequie, e al netto delle polemiche di circostanza, alcuni osservatori hanno parlato del principale lascito storico di Kohl come di un’occidentalizzazione forzata, di un «tentativo di fare tabula rasa nella vita dei cittadini della DDR», al punto che da allora «la cultura politica e l’identità della società tedesca orientale iniziarono a trasformarsi e a distanziarsi da quella dei compatrioti occidentali».
Probabilmente ci sarà anche un fondo di verità. Ma imputare al cancelliere-cristiano democratico il disinteresse per la cultura politica della DDR è un po’ come accusare Adenauer e De Gasperi di non aver tutelato l’identità del nazismo e del fascismo dopo la fine della seconda guerra mondiale.

La tirannia più balorda e odiosa

Ma la causa vera di tutti i nostri mali, di questa tristezza nostra sai qual è? La democrazia, mio caro, la democrazia, cioè il governo della maggioranza. Perché quando il potere è in mano di uno solo, quest’uno sa d’esser uno e di dover contentare molti; ma quando i molti governano pensano solo a contentar se stessi, e si ha allora la tirannia più balorda e più odiosa: la tirannia mascherata da libertà.
(Luigi Pirandello, Il fu Mattia Pascal)

Leggi e costumi

Le leggi mutano meno rapidamente dei costumi; pericolose quando sono in ritardo, lo sono ancor più quando presumono di anticiparli.
(Marguerite Yourcenaur, Memorie di Adriano)