Senti che Storie…
Antonio Martino, semplicemente liberale
Il capitale più importante
«La risorsa decisiva per lo sviluppo economico è l’uomo; tutto ciò che accresce, quantitativamente o qualitativamente, il capitale umano di un paese contribuisce al suo sviluppo economico. L’idea malthusiana che la crescita sia ostacolata dal sovraffollamento è smentita dalla realtà contemporanea, caratterizzata da un lato da paesi sotto-popolati e poveri, e dall’altro da paesi ad alta densità di popolazione, ricchi e in rapida crescita».
A. Martino, Semplicemente liberale, 2004
Il padre di Francesco
«Ora, in realtà non è vero che la povertà dei poveri è dovuta alla ricchezza dei ricchi, questo non è mai successo. Ricchezza e povertà sono malattie contagiose, è conveniente avere vicino i ricchi, perché me ne viene qualche vantaggio, e non conviene avere vicino i poveri [...]. Il padre di San Francesco ha aiutato i poveri molto di più efficacemente del figlio. Il figlio, elogiando la povertà ha contribuito a diffonderla: ha fatto un danno ai poveri».
Da In onda, La7, 17 settembre 2011
Il mondo dei nani
«L’eccesso di tassazione è la misura più iniqua, più antisociale, più reazionaria che si possa immaginare: impedendo a chi potrebbe crescere di farlo, congela la struttura dei redditi, rende durature se non permanenti le differenze fra chi ha molto e chi ha poco, taglia i gradini più bassi della scala dei redditi, lasciando a terra quanti potrebbero salire e migliorare la propria condizione. [...] [A sinistra] credono in un mondo in cui tutti siano costretti ad essere nani, in cui sia vietato crescere e svilupparsi. Non sembrano rendersi conto che un Paese non può essere ricco se a nessuno è permesso diventarlo».
Intervista rilasciata a “Libero”, 2 novembre 2006
Mercato vs Coercizione
«Il mercato rende possibile l’unanimità senza il conformismo. Per esempio, se il 51% dell’elettorato vuole il finanziamento pubblico dei partiti politici, anche il restante 49% deve pagarlo; la decisione della maggioranza implica coercizione della minoranza. Nel mercato, invece, se il 51% dei consumatori vuole acquistare automobili Fiat, può farlo ma se le deve pagare da sé, non può costringere il restante 49% a sopportare il costo della propria scelta. Nel mercato non c’è coercizione della minoranza, sia la maggioranza che la minoranza ottengono quello che vogliono. Nel mercato nessuno deve adeguarsi a decisioni altrui».
A. Martino, Semplicemente liberale, 2004