Senti che Storie…
Mao Zedong: 50 anni senza… rimpianti
Credere, obbedire, combattere
«Un partito disciplinato, armato della teoria marxista-leninista, che pratica l’autocritica ed è legato alle masse popolari; un esercito sotto la direzione di tale partito; un fronte unito di tutte le classi rivoluzionarie e di tutti i gruppi rivoluzionari sotto la direzione di tale partito; ecco le tre armi principali con le quali abbiamo sconfitto il nemico».
“Sulla dittatura democratica popolare” (1949), in Opere Scelte, vol. IV.
Il pranzo è servito
«La rivoluzione non è un pranzo di gala; non è un’opera letteraria, un disegno, un ricamo; non la si può fare con altrettanta eleganza, tranquillità e delicatezza, o con altrettanta dolcezza, gentilezza, cortesia, riguardo e magnanimità. La rivoluzione è un’insurrezione, un atto di violenza con il quale una classe ne rovescia un’altra».
“Rapporto dell’inchiesta sul movimento contadino nello Hunan” (1927), in Opere Scelte, vol. I.
All’armi!
«La conquista del potere con la lotta armata, la soluzione del problema con la guerra è il compito centrale e la più alta forma di rivoluzione. Questo principio rivoluzionario marxista-leninista è valido ovunque, in Cina come in tutti gli altri paesi».
“Problemi della guerra e della strategia” (1938), in Opere Scelte, vol. II.
Uccidere un fascista non è reato
«Tutti devono morire, ma non tutte le morti hanno uguale valore. Un antico scrittore cinese, Szuma Chien, disse: “Tutti gli uomini muoiono, ma la morte di alcuni ha più peso del Monte Tai, e la morte di altri è più leggera di una piuma”. La morte di chi si sacrifica per gli interessi del popolo ha più peso del Monte Tai, ma la morte di chi serve i fascisti, di chi serve gli sfruttatori e gli oppressori, è più leggera di una piuma».
“Al servizio del popolo” (1944), in Opere Scelte, vol. III