Senti che Storie…
Dittatore sarà lei
«L’Iran non è nelle mie mani. L’Iran è nelle mani del popolo. Perché è stato il popolo a consegnare il paese al suo servitore, a colui che vuole il suo bene. [...] chiamarmi dittatore è ingiusto e disumano».
Ruhollah Khomeyni, in Oriana Fallaci, L’urlo di Khomeini: «L’Islam è tutto, la democrazia no», “Corriere della Sera”, 26 settembre 1979.
Benvenuti infedeli
«Gli infedeli non hanno diritto di promuovere la loro religione né di pubblicare i loro libri nei paesi islamici ed è fatto divieto ai musulmani e ai loro figli di avvicinare i loro libri e le loro riunioni».
Ruhollah Khomeyni, in The best of imam Khomeini, “Il Foglio”, 25 giugno 2009.
Cose che non si son capite…
«… ho avuto la sensazione di aver capito che i recenti avvenimenti non stavano a significare un passo indietro dei gruppi più arretrati di fronte a una modernizzazione troppo brutale, ma il rifiuto, di tutta una cultura e di tutto un popolo, di una modernizzazione che è in sé un arcaismo. La disgrazia dello Shah è di essere tutt’uno con questo arcaismo. La sua colpa è di mantenere, attraverso la corruzione e il dispotismo, un frammento di passato in un presente che non lo vuole più».
Michel Foucault, “Corriere della Sera”, 1° ottobre 1978
Vorrei ma non posso
«Nell’ultima settimana non è stato difficile trovare esponenti della sinistra particolarmente scervellati che seguono questa logica fino in fondo: quelli che diffamano i manifestanti iraniani come sventurati agenti dell’imperialismo, o che, peraltro, non sono disposti ad ammettere che Nicolás Maduro fosse un dittatore terribile. Ma la maggior parte è un po’ più sottile di così. Non si spingono fino in fondo a celebrare Khamenei o Maduro; ma non riescono nemmeno a sperare nella caduta dei regimi che hanno costruito».
Yaska Mounk, Persuasion, 2026