PIO XII, LA SHOAH E IL FILO ROSSO TRA UCSC E LUMSA
di Carlo Mafera -
Un percorso storico che parte da Luigia Tincani e da padre Agostino Gemelli, attraversa l’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’Istituto di Magistero, la Libera Università Maria Santissima Assunta e arriva alle ricerche contemporanee sulla Shoah. Un intreccio di biografie, istituzioni e scelte morali che mostra come due atenei cattolici abbiano agito – ieri e oggi – per la tutela della dignità umana, la memoria dell’Olocausto e la comprensione dell’operato di Pio XII. Un’eredità culturale che continua a generare studio, responsabilità e testimonianza.
Si tratta di un programma ove interagiscono tra loro l’Università Cattolica del Sacro Cuore e la Libera Università Maria Santissima Assunta. Su input proveniente “dalla base”, cioè da un Comitato organizzatore, i due Atenei riflettono sul tema “Pio XII e la Shoah”. Evento culturale, quindi, significativo: Roma 16 ottobre 2026 (ore 17-19). Presso Sala Giubileo della LUMSA[1], Al riguardo, può essere utile presentare il contesto che motiva tale iniziativa, e le figure significative di questa assise.
Il contesto. Luigia Tincani
L’excursus storico nasce da una donna di particolare talento: Luigia Tincani. Nata a Chieti, il 25 marzo del 1889, muore a Roma il 31 maggio del 1976.[2] Negli anni della sua crescita segue la famiglia in più località (Cuneo, Bologna, Messina …) legate al lavoro paterno fino agli anni romani.
In seguito, nel periodo degli studi universitari, si mostra molto attiva nell’animare e nel dirigere l’Associazione fra le studentesse in Roma dell’Unione fra le donne cattoliche d’Italia (1914). Ha accanto, tra le altre, Agnese Tovini, Maria Badaloni, Elsa Conci. Il circolo è promosso con il fine di dare una rappresentanza alle donne in ambito universitario. Nel 1919 si inserisce nella Federazione Universitaria Cattolica Italiana (FUCI).
Nel 1916, consegue a Roma la laurea in pedagogia presso la facoltà di Magistero. In seguito, nel 1925, si laurea in filosofia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Proprio in questo Ateneo ha la possibilità di conoscere il rettore, padre Agostino Gemelli OFM.[3] Quest’ultimo le assegna la tesi dal titolo “Note di pedagogia generale”.
Grazie anche a questa esperienza nella capitale lombarda, Luigia comprende il valore di un’Università Cattolica in un’ora segnata da vicende politiche difficili, e da correnti di pensiero distanti dall’insegnamento ecclesiale. La Cattolica viene infatti inaugurata il 7 dicembre del 1921. Proprio in quell’anno, il 29 luglio, Adolf Hitler[4] arriva ad essere il presidente e leader indiscusso del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori (NSDAP), ottenendo pieni poteri decisionali.
Nel medesimo periodo si verifica (21 gennaio) la Scissione di Livorno. Dal Partito Socialista esce la componente massimalista. Questa, fonda il Partito Comunista d’Italia (poi PCI) guidato, tra gli altri, da Antonio Gramsci e Amadeo Bordiga. E sempre nel 1921 (7 novembre) Benito Mussolini[5] trasforma il Movimento dei Fasci Italiani di Combattimento nel Partito Nazionale Fascista.
Il progetto. Roma. L’Istituto di Magistero
Quando Luigia Tincani si stabilisce a Roma con i suoi (1912) è ormai convinta della necessità di promuovere anche nell’Urbe un Istituto Superiore Pareggiato di Magistero femminile. Perché? Per agevolare l’accesso agli studi universitari delle religiose che dovevano insegnare nelle scuole cattoliche. Proprio per affrontare tale esigenza, padre Gemelli a Milano aveva già istituito un corso di laurea per religiose. Per loro aveva utilizzato il complesso di Castelnuovo Fogliani ad Alseno (PC). Qui, nel 1926, viene inaugurato l’Apostolico Istituto del Sacro Cuore. Era una sezione distaccata dell’Istituto Superiore di Magistero dedicata alla formazione delle suore. Vi insegnò anche Maria Sticco.[6]
Padre Gemelli per la sua opera aveva ricevuto diversi aiuti. Toccava adesso a Luigia trovare le risorse economiche per Roma. Fu in questo contesto che si mosse l’Ordine dei Domenicani. Il motivo è legato anche a un dato storico. Dal 1901 al 1909 la Tincani aveva vissuto a Bologna. In questa località consegue il diploma di maestra. Insegna poi nel collegio “San Luigi” (Padri Barnabiti). Quel periodo rimane decisivo per la sua vocazione religiosa. Frequenta l’ambiente domenicano ed entra nel Terz’Ordine. Negli ambienti della basilica di San Domenico approfondisce la propria sequela Christi: contemplazione, apostolato, ricerca di una nuova forma di vita domenicana. A Roma, la Tincani interagisce con diversi Domenicani attivi presso la Santa Sede.[7]
Ma oltre l’Ordine dei Predicatori, Luigia poté far affidamento anche sull’Azione Cattolica Italiana. La Tincani, infatti, conosceva diversi responsabili apicali dell’Associazione. A Messina aveva collaborato alla fondazione dell’Unione Donne di Azione Cattolica. Nell’Urbe poté operare in ambito FUCI con l’allora mons. Giovanni Battista Montini.[8] Incontra Maria Beltrame Quattrocchi (Beata)[9] e mons. Giuseppe Pizzardo.[10] Quest’ultimo, oltre a ricoprire ruoli significativi presso la Santa Sede, fu pure Assistente Generale dell’AC dal 1922 al 1938.
Unitamente a ciò, la Tincani riceve il sostegno di diverse donne che, come lei, desideravano attuare un disegno educativo venato da una spiritualità domenicana. Con loro intraprende la fondazione di una nuova Famiglia religiosa. Il 30 aprile 1917, a Roma, nella cella di san Domenico (convento di Santa Sabina), padre Ludovico Fanfani O.P.[11], consigliere di Luigia nella vita spirituale e nell’attività apostolica, riceve la consacrazione a Dio della Tincani, della sorella Bice e di altre tre terziarie domenicane.
Nel 1923 il Papa Pio XI[12] assegna alle religiose il nome di Missionarie della Scuola. Nel 1924, la nuova fondazione, con prima sede a Gubbio, è aggregata all’Ordine dei Frati Predicatori. Ed è approvata dal vescovo locale come congregazione religiosa di diritto diocesano.
1939. La progressione dei passi
Unitamente ai “sostenitori”, il disegno di un Istituto di Magistero per le consacrate era comunque un disegno al quale guardava con particolare attenzione la stessa Santa Sede. Le ragioni erano diverse. In taluni ambienti vaticani si sottolineava che avere una Università Cattolica a Milano era molto utile ma che tale struttura, essendo collocata nell’Italia settentrionale, diventava meno raggiungibile per le religiose del Centro-Sud. Un altro argomento a favore del progetto della Tincani era legato al fatto che nell’Urbe operavano già ottimi insegnanti i quali erano pronti a sostenere il nuovo Istituto di Magistero.
Rimaneva poi una terza tesi legata alle ideologie del tempo. La Regia Università degli Studi di Roma, era anche segnata da correnti di pensiero non vicine alla dottrina cattolica. Si pensi, al riguardo, all’attualismo idealistico di Giovanni Gentile.[13] Per tale corrente di pensiero non esisteva alcuna trascendenza, né un Dio separato dal mondo. Dio stesso si realizzava e viveva all’interno del soggetto pensante.[14]
Tutto ciò spiega perché a favore del nuovo Istituto di Magistero (via dell’Erba 1) venne in seguito versata una cifra non indifferente proprio dalla Santa Sede (100mila lire).[15] A questo punto, in un susseguirsi di eventi, la data che rimane centrale è quella del regio decreto 26 ottobre 1939 n. 1760: Pareggiamento dell’Istituto superiore di magistero «Maria SS. Assunta» in Roma e approvazione del relativo statuto.
Nel 1946 venne inaugurata la nuova sede, un edificio fatto costruire dall’Istituto per le Opere di Religione in cinque anni in via della Traspontina 21.
Iniziano le lezioni
Con i primi anni accademici fu possibile resistere anche ai condizionamenti imposti dal regime del tempo. La strategia si rivela la stessa che aveva adottato padre Gemelli: non irrigidirsi da una parte su aspetti formali, esteriori, e mantenere salda – dall’altra – la dottrina cattolica. Tale “politica” fu agevolata anche dal fatto che ogni consacrata aveva già alle spalle una solida formazione cattolica. Tra i primi docenti si ricorda il medico Luigi Gedda.[16] Insegnò igiene. Tra i suoi studi rivolse attenzione alla scheda “biotipologica”. Lo fece per dimostrare non l’esistenza di “razze”, ma le differenti caratteristiche tipologiche dell’essere umano[17] come ricchezza naturale della creazione divina. In tal modo, evidenziando una comune origine umana, differì dalle interpretazioni di altri studiosi.[18]
La Shoah. I documenti ritrovati che riguardano Pio XII
Proprio nel periodo nel quale muoveva i primi passi l’Istituto Superiore di Magistero Maria SS. Assunta, si acuirono in Italia le politiche contro gli ebrei. Queste si svilupparono in tre fasi: 1) privazione dei diritti degli ebrei; 2) loro internamento; 3) sterminio. Davanti a continue tragedie Pio XII (odiato dai tedeschi[19]) reagì con gli strumenti di cui poté disporre in quel momento. Egli si pronunciò prima di tutto contro la guerra, accentuò negli interventi magisteriali il valore di ogni persona, dell’umanità, l’origine divina di ogni essere umano. Dette ordine ai nunzi, alle conferenze episcopali, ai singoli vescovi, alle congregazioni religiose, alle istituzioni caritative, di agire per salvare vite umane. In tale azione ufficiale e ufficiosa il Papa fu continuamente bloccato dalle forze tedesche e dai collaborazionisti di Berlino.
Oggi, dopo anni di ricerche, è stato possibile leggere i messaggi anticattolici dei telex tedeschi e quelli di altre amministrazioni. Sono stati ritrovati, ad esempio, i bandi e i volantini che nella Polonia occupata minacciavano di morte quanti nascondevano ebrei. Malgrado le condanne a morte, furono centinaia le persone che protessero i perseguitati. Ulteriori indagini hanno dimostrato che l’intelligence di Berlino era perfettamente a conoscenza del fatto che la Santa Sede aiutava gli ebrei e che forniva aiuti a quanti erano ricercati o internati. Altri documenti hanno attestato le azioni segrete svolte dai fiduciari di Pio XII e le direttive a favore anche degli ebrei che il Papa impartì nel modo più discreto possibile. In tale contesto, la prima condanna della Shoah venne espressa dal Pontefice in modo pubblico già nel 1944.[20]
La Shoah. Le azioni umanitarie a difesa dei perseguitati
Nel contesto delineato anche la Tincani, unitamente alla Famiglia Domenicana, agì a favore degli ebrei.
La famiglia Rossi Doria[21], costretta alla latitanza per i rastrellamenti antiebraici, trovò ospitalità presso la Tincani.[22] Le Missionarie di quest’ultima ospitarono inoltre nel 1943, nella sede in via Sardegna 44[23], docenti e studenti della facoltà di matematica (Università La Sapienza) al fine di proteggerli da situazioni a rischio.[24]
Unitamente a ciò si devono aggiungere le azioni svolte dalle Suore Domenicane Insegnanti ed Infermiere di Santa Caterina da Siena[25], dalle Suore Domenicane Annunziatine (via Giovanni Lanza) [26], dai Padri Domenicani, e dai Padri Domenicani Irlandesi.[27]
Non è poi da dimenticare un altro dato. Nella basilica romana di Santa Maria sopra Minerva, retta dai Padri Domenicani, il cardinale titolare era monsignor Eugène Tisserant.[28]
Quest’ultimo, con il nome in codice “Minerva”, coordinava una serie di azioni a favore dei perseguitati[29]: sia verso gli ebrei francesi che si erano rifugiati in Italia[30], sia verso gli ebrei italiani durante le persecuzioni razziali (1938-1944), e soprattutto dopo l’occupazione tedesca dell’Italia (1943).
Il presule, inoltre, intervenne anche a favore di ebrei tedeschi costretti a fuggire dal loro Paese.[31] Rimane evidente, in tale dinamica, l’azione di supporto che svolsero in segreto quanti erano strettamente legati all’Ordine Domenicano.[32]
Mentre a Roma si sviluppava una strategia di aiuto agli ebrei, anche a Milano, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore operavano in silenzio diversi “salvatori”. Tra questi è importante ricordare almeno: padre Carlo da Milano OFMcap[33], Ezio Franceschini[34], padre Giorgio (Jirí) Maria Veselý O.P.[35]
Padre Gemelli e la Shoah
Quando fu chiamato da Pio XI a fondare e a presiedere la Pontificia Accademia delle Scienze, nella quale entrarono undici Premi Nobel e non vi fu distinzione di religione e di razza, padre Gemelli non esitò ad accogliere ebrei messi al bando dalla vita civile italiana, come Tullio Levi Civita (matematico e fisico), e Vito Volterra (matematico e fisico). Alla loro morte padre Gemelli fu l’unico che ne presentò pubblicamente l’elogio come presidente della Pontificia Accademia, alla presenza di Pio XII, e tra il silenzio unanime e codardo della stampa italiana asservita al regime.
Essendo stata la famiglia del fisico tedesco Heinrich Hertz[36] ridotta alla miseria dai nazisti, in un’adunanza della Pontificia Accademia padre Gemelli presentò a Papa Pacelli il manoscritto di un lavoro postumo dell’illustre scienziato e ottenne dal Pontefice una somma rilevante per sovvenire alle necessità della famiglia. Di questo atto a favore di un ebreo egli diede relazione tra gli applausi di un pubblico dibattito ammirato nell’aula dell’Università Cattolica nel febbraio del 1939.
Iniziatasi ufficialmente anche in Italia la persecuzione razziale, padre Gemelli protesse, salvò, aiutò nella fuga o nella sistemazione all’estero, o clandestina, in patria molti ebrei. Tra questi si possono ricordare per il loro valore scientifico e per la loro fama Carlo Foà (fisiologo, patologo, endocrinologo), il chirurgo Mario Donati, il fisico Giorgio Todesco, Gino Sacerdote (ingegnere), in collaborazione con il quale egli pubblicò anche un lavoro scientifico nel 1941 quando il solo nome di autori ebrei non si poteva citare neppure in libri scientifici, e il farlo poteva comportare gravi sanzioni.[37]
Preparare la strada a educatrici e assistenti sociali
Nel proseguire del tempo sia l’Università Cattolica del Sacro Cuore che l’Istituto Pareggiato di Magistero Maria Santissima Assunta riuscirono a consolidare ulteriormente il proprio ruolo nella società e nella Chiesa. A Roma, in particolare, non era cessato un cammino di preparazione delle religiose a quanto stabilito dalla nuova normativa. La questione non interessava solo coloro che dovevano insegnare negli Istituti di Magistero e nelle scuole, ma anche figure professionali che stavano dimostrando la loro utilità (specie dopo il secondo conflitto mondiale) in più centri di assistenza.
Si trattava, in particolare delle Educatrici Professionali e delle Assistenti Sociali. Queste due figure cominciavano ad avere anche dei riconoscimenti normativi ma serviva un progetto globale (culturale e giuridico) capace di affrontare le nuove trasformazioni sociali. Al riguardo, nell’Urbe, nella palazzo dell’USMI[38], erano attive dal 1953 due Scuole per Educatrici e per Assistenti Sociali.[39] Si trattava adesso di modificare una impostazione anche didattica per una migliore sintonìa con gli obiettivi del nuovo legislatore. Tale operazione vide soprattutto l’impegno di quattro Docenti che qui di seguito si indicano.
- Claudio Busnelli[40]: Professore Ordinario nel Dipartimento di Psicologia dei processi di sviluppo e socializzazione dell’Università “La Sapienza” di Roma. Autore di molte pubblicazioni scientifiche[41], fu sostenuto con grande bravura dalla moglie Elda Fiorentino Busnelli (assistente sociale diplomata alla Scuola ENSISS di Roma, ove divenne Vice Direttrice e Docente).[42]
- Giuseppe Dalla Torre[43]: Giurista. Svolse i primi incarichi di docenza nelle Università di Modena e di Bologna, come Professore Ordinario di Diritto Ecclesiastico e Canonico e docente di Costituzionale. Trasferitosi nel 1991 a Roma, ricevette la nomina a Rettore della LUMSA (dal 1991 al 2014). Dal 1997 al 2019 è stato Presidente del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano e, nel corso degli anni, consultore di diversi Dicasteri pontifici. A via Zanardelli, presso le Scuole FIRAS, insegnò diritto minorile.
- Renato Breda[44]: Dirigente Superiore di Servizio Sociale, Direttore dell’Ufficio per la formazione del personale dell’Amministrazione penitenziaria.[45] Lavorò a stretto contatto con figure chiave del Ministero quali il dott. Giuseppe De Gennaro[46], capo della Superprocura antimafia. Insieme ad altri esperti, fu l’autore di importanti pubblicazioni sull’ordinamento penitenziario, tra cui il testo del 1976 sulle misure alternative alla detenzione.
- Pier Luigi Guiducci[47]: tornato a Roma da Palermo (ove si era laureato in giurisprudenza; 1975), oltre alle lezioni alle educatrici[48], aveva ricevuto il compito di sistematizzare la legislazione riguardante educatrici e assistenti sociali. Da tale lavoro si dovevano trarre le nuove indicazioni per la valorizzazione delle due figure professionali. I risultati di questo impegno furono pubblicati e divulgati anche in ambito nazionale per valutare le eventuali osservazioni di più esperti, e soprattutto della commissione ministeriale.
Vennero stampati alla fine vari testi. Si ricordano almeno: Aspetti storico-legislativi dell’attività dell’educatore (1979); I diritti del fanciullo nella legislazione italiana (1979); Gli assistenti sociali nella legislazione italiana (1979); La figura professionale dell’educatore (1982). Il Professor Guiducci, dopo l’insegnamento in Scuole per Infermiere, passerà poi a Corsi Universitari, specie nell’ambito dell’UCSC. A lui si deve la stesura della prima legge nazionale sul volontariato.
I nuovi passaggi
Dalla metà degli anni ’50 (XX secolo) l’Istituto Superiore Pareggiato di Magistero Maria Santissima Assunta accolse anche le laiche. Nel 1973 l’ Ateneo acquisì la Scuola per Educatrici Professionali, e nel 1977 la Scuola per Assistenti Sociali. Nel 1989 furono istituite nuove facoltà, e venne aperto l’ Ateneo anche agli studenti maschi, trasformandosi ufficialmente nella Libera Università Maria Santissima Assunta. Si attuò pure il passaggio delle Scuole FIRAS alla LUMSA. Attualmente in questa Università vi sono due corsi di laurea: Scienze del servizio sociale e del non profit, e Scienze dell’Educazione e della Formazione.
Memoria della Shoah: LUMSA
Nel contesto delineato, mentre si sviluppa un potenziamento delle attività svolte dall’UCSC e dalla LUMSA[49], rimane comunque nelle due Università l’impegno a far memoria della Shoah, ad attivare nuove ricerche in merito, e a meglio studiare la figura e l’operato di Pio XII, il Papa che dovette guidare la Chiesa nel corso della seconda guerra mondiale.
In particolare la LUMSA continua a ricordare la Shoah attraverso convegni accademici[50], proiezioni cinematografiche, percorsi formativi dedicati al contrasto dell’antisemitismo e alla tutela dei diritti umani. L’ Ateneo ha promosso eventi incentrati sui grandi testimoni dell’Olocausto. Ad esempio, si è tenuto un convegno dedicato al docufilm sulla senatrice a vita Liliana Segre, la cui storia di deportazione e sopravvivenza viene utilizzata per sensibilizzare gli studenti.
Sono regolarmente organizzati cicli di studio per ripensare la didattica della Shoah, superando una commemorazione meramente emotiva per favorire un’analisi rigorosa delle fonti e un serio ragionamento etico. In occasione del Giorno della Memoria, la biblioteca dell’Ateneo cura mostre e proiezioni di film storici (come Night and Fog), accompagnando gli studenti in percorsi di ricognizione delle “Pietre d’inciampo” e in visite ai luoghi simbolo, come il Memoriale della Shoah e il Giardino dei Giusti.
Tra i Professori che hanno dimostrato in merito una particolare sensibilità si ricordano: Francesco Bonini, Rettore della LUMSA e Professore Ordinario di Storia delle istituzioni politiche; Giampaolo Malgeri, Presidente del Corso di Laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, e Professore di Storia delle relazioni internazionali; Tiziana Di Maio, Docente di Storia delle relazioni internazionali e Presidente della Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali; Francesco Nicola Maria Petricone, Docente di Sociologia dei Fenomeni Politici e Giuridici, esperto di dinamiche internazionali e globali.
Memoria della Shoah: UCSC
Con riferimento all’impegno attivato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore si ricordano ad esempio diversi convegni. Si può citare: Memoria del bene. Storie di Italiani ed Ebrei di fronte alla persecuzione, incontro del 6 febbraio 2020 (Milano; Cripta dell’Aula Magna). Interventi di: D. Bardelli, M. Busani, M. Bocci, M. Polacco, A.P. Fargion, G. Thellung, P. Valvo. Di particolare importanza anche il seminario del 16 gennaio 2024 (Milano; presso Memoriale della Shoah) sul tema: Racconto della Shoah e linguaggi ostili. Contrastare i pregiudizi in classe.
Unitamente a ciò assumono importanza anche varie pubblicazioni. Qualche esempio: il volume di Giovanna Salvioni (con Moni Ovadia) dal titolo: Contro il razzismo per il bene e il diritto alle differenze; l’attività di Paolo Valvo, Responsabile Scientifico per l’UCSC del Progetto Occidentes; il volume a cura di Milena Santerini[51], Rita Sidoli e Giuseppe Vico, dal titolo Memoria della Shoah e coscienza della scuola; i libri pubblicati da EDUCatt[52] (autore: Pier Luigi Guiducci):
- Shoah a Milano. La reazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
- Shoah a Roma. 16 ottobre 1943. Salvare gli ebrei. 20 anni di ricerche. Evidenze. Pio XII. P. Peter Gumpel SI. L’apertura degli archivi.
- Shoah a Fiume. Giovanni Palatucci ‘Giusto tra le nazioni’.
- Pio XII e la Shoah. Quali silenzi? Contesto storico. Documenti. criticità. Scelte. Evidenze.
– La Shoah in Italia. Alcune azioni umanitarie a tutela degli ebrei perseguitati.
La Presidente EDUCatt è Elena Marta, Ordinario di Psicologia Sociale e di Psicologia di Comunità, nonché responsabile del Laboratorio di Psicologia Sociale Applicata nella Facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Alcune considerazioni di sintesi
Come già accennato in precedenza esiste un “filo rosso” che collega l’UCSC con la LUMSA, e che assume un particolare significato con riferimento al Pontefice Pio XII e alla Shoah. Questa linea storica trae origine intanto dalla laurea in filosofia che la Tincani conseguì a Milano avendo come relatore padre Agostino Gemelli. Un altro aspetto è legato all’interazione dei due fondatori (Gemelli e Tincani) con Papa Pacelli. Entrambi ricevettero un sostanziale aiuto dalla Santa Sede, ed entrambi applicarono le esortazioni del Pontefice in ambito caritativo.
Occorre poi ricordare l’azione svolta da chi era vicino a padre Gemelli e ai Domenicani a tutela degli ebrei perseguitati. Tale realtà avvicinò più consacrati tra loro e vari laici di spiritualità francescana e domenicana. È un movimento di solidarietà che vide anche a Roma lo sviluppo di azioni solidali conosciute in parte solo dopo la guerra.
Tra molti esempi scegliamo volutamente alcuni non noti. Riguardano la Famiglia Guiducci. Il maresciallo di P.S. Giovanni Guiducci[53] venne arrestato e tradotto nel carcere di ‘Regina Coeli’ per aver liberato due giovani ebrei – a lui affidati – che doveva condurre in Questura (si salvò grazie all’arrivo delle truppe alleate). La sig.ra Valentina Nardoni in Guiducci[54] operò (1943) come infermiera volontaria ACISMOM negli “ospedali” organizzati in edifici che non erano nosocomi, e sostenne con la sig.ra Jole Ginobbi la tutela degli ebrei nascosti sopra la chiesa di San Gioacchino a Prati.[55]
In tale contesto, occorre evidenziare anche un punto: grazie alla formazione cristiana ricevuta, molti cattolici riuscirono ad affrontare ore critiche. Per rimanere alla Famiglia Guiducci si può ricordare, ad esempio, che il Prof. Ubaldo Guiducci[56] era stato uditore di padre Gemelli a Milano, mentre la moglie Valentina aveva seguito gli insegnamenti della Beata Armida Barelli.[57]
Non si deve poi dimenticare anche il fatto che lo stesso laicato che insegnò presso l’Università Parificata di Magistero Maria Santissima Assunta proveniva in gran parte dalle fila dell’Azione Cattolica Italiana (nel 1951 Luigi Gedda ne divenne il presidente).
Tali cenni fanno a tutt’oggi comprendere che nell’apostolato non esiste una divisione in settori ma che tutto diventa grazia in una costante circolazione di competenze e di cuori operai.
[1] Via di Porta Castello 44, 00193 Roma. INFO: LUMSA, Comunicazione – Eventi – Stampa, Dott. Pietro Briganò, 06. 6842.2973.
[2] Luigia Tincani: ultima dei cinque figli di Carlo Tincani e di Maria Mazzucotelli. Il padre modenese era Professore di latino e greco, inoltre Provveditore agli Studi. La madre, bergamasca, era una donna di particolare intelligenza, molto religiosa.
[3] Padre Agostino Gemelli OFM, al secolo Edoardo Gemelli (Milano, 18 gennaio 1878 – Milano, 15 luglio 1959). Co-fondatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
[4] Adolf Hitler (20 aprile 1889 – 30 aprile 1945). Führer und Reichskanzler del Terzo Reich.
[5] On. Benito Mussolini (Predappio, 29 luglio 1883 – Giulino di Mezzegra, 28 aprile 1945). Fondatore del Fascismo. Fu presidente del Consiglio del Regno d’Italia dal 31 ottobre 1922 al 25 luglio 1943. Nel gennaio 1925 assunse de facto poteri dittatoriali e dal dicembre dello stesso anno acquisì il titolo di capo del governo, primo ministro, segretario di Stato. Divenne primo maresciallo dell’Impero il 30 marzo 1938 e fu capo della Repubblica Sociale Italiana dal settembre 1943 al 27 aprile 1945.
[6] Maria Sticco (1891-1981).
[7] Esponenti dell’Ordine domenicano operavano come consultori presso le congregazioni romane e come Professori nelle Università pontificie. Il Pontificio Istituto Internazionale Angelicum (oggi Pontificia Università San Tommaso d’Aquino) si affermò come uno dei principali centri di studio teologico e canonico a Roma. L’influenza dell’Ordine domenicano rimase significativa nella commissione per la codificazione del diritto canonico e nelle questioni dottrinali.
[8] Mons. Giovanni Battista Montini (Concesio, 26 settembre 1897- Castel Gandolfo, 6 agosto 1978; Santo). Ordinato sacerdote nel 1920. Arcivescovo (1954). Cardinale (1958). Venne eletto Papa il 21 giugno del 1963. Il suo pontificato durò fino alla morte.
[9] Maria Corsini Beltrame Quattrocchi (1884-1965; Beata). Coniugata con Luigi Beltrame Quattrocchi (1905-1951; Beato). Cf anche: G. Paola Di Nicola e A. Danese, Un’aureola per due. Maria Corsini e Luigi Beltrame Quattrocchi, Effatà Editrice, Cantalupa (TO) 2004.
[10] Mons. Giuseppe Pizzardo (Savona, 13 luglio 1877 – Roma, 1° agosto 1970). Sacerdote (1903). Frequentò l’Accademia dei Nobili Ecclesiastici. Nel 1908 entrò al servizio della Santa Sede. Nel 1929 fu destinato come segretario alla nunziatura di Monaco di Baviera. Vi rimase fino al 1912. Venne poi impiegato in Segreteria di Stato. Minutante agli Affari ecclesiastici straordinari. Sottosegretario agli Affari ecclesiastici straordinari. Sostituto. Segretario agli Affari ecclesiastici straordinari. Vescovo. Nel 1937 fu creato cardinale per essere destinato come prefetto alla congregazione dei Seminari e delle Università degli studi nel 1939.
[11] P. Lodovico Fanfani (Pieve Santo Stefano, Arezzo, 24 novembre 1876 – Roma 25 ottobre 1955). Entrò giovanissimo tra i Domenicani. Prima formazione religiosa a Fiesole. Voti solenni nel 1893. A Roma compì gli studi al collegio San Tommaso presso Santa Maria sopra Minerva, ove rimase per tutta la vita. Sacerdote (1899). Lettorato in Sacra Teologia. Laurea in filosofia e teologia (1903). Docente di Teologia Morale (1905) nell’Università “S. Tommaso d’Aquino” (Roma), ove insegnò anche Textus canonicus e Ius religiosorum. Eletto più volte Provinciale, fu parroco e priore del convento della Minerva.
[12] Papa Pio XI (nato Ambrogio Damiano Achille Ratti; Desio, 31 maggio 1857 – Città del Vaticano, 10 febbraio 1939). Il suo pontificato durò dal 1922 alla morte.
[13] Giovanni Gentile (Castelvetrano, 29 maggio 1875 – Firenze, 15 aprile 1944).
[14] Su questo punto cf anche: P.L. Guiducci, Sulla Tua Parola, intervista a Madre Letizia Marvaldi OSC, Editrice La Parola, Roma 1981, p. 166.
[15] Somma che corrisponde a circa 87.000 euro odierni.
[16] Luigi Gedda (Venezia, 23 ottobre 1902 – Roma, 26 settembre 2000).
[17] Caratteristiche somatiche, fisiologiche e psicologiche.
[18] G. Alfano, Luigi Gedda. Protagonista di un secolo, Solfanelli, Chieti 2011.
[19] P.L. Guiducci, Il Terzo Reich contro Pio XII, San Paolo, Cinisello Balsamo 2013.
[20] P.L. Guiducci, Pio XII e la Shoah. Quali silenzi?, EDUCatt, Milano 2026.
[21] Il legame ebraico della famiglia si articolava attraverso due figure principali:1] Irene Nunberg: prima moglie di Manlio Rossi Doria e madre della storica Anna e del politico Marco Rossi-Doria, era un’ebrea polacca fuggita in Italia da bambina per sfuggire alle persecuzioni. 2] Anna Lengyel: nonna materna di Marco Rossi-Doria (figlia del drammaturgo ebreo ungherese Melchior Lengyel).
[22] Cf al riguardo: M. Marazziti, Luigia Tincani e il valore della pace, in: ‘L’arbore della Carità’, rivista dell’Unione S. Caterina da Siena delle Missionarie della Scuola, LIV, 1, 2003, pp. 40-42.
[23] Inaugurata nel giugno 1942.
[24] Cf M. Marazziti, art. cit., p. 40ss.
[25] G. Loparco, Ebrei e molti altri nascosti negli istituti religiosi di Roma, in: AA.VV., ‘Le suore e la Resistenza’, a cura di G. Vecchio, In Dialogo – Ambrosianum, Milano 2010, p. 291.
[26] https://www.gliscritti.it/blog/entry/2376.
[27] Ivi.
[28] S. Em. Eugène Tisserant (Nancy, 24 marzo 1884 – Albano Laziale, 21 febbraio 1972). È stato insignito del titolo di “Giusto tra le Nazioni”.
[29] Alcuni trovarono protezione in Vaticano presso il Collegio Etiopico.
[30] Dopo l’invasione della “Zona Libera” da parte dei tedeschi.
[31] Trovarono lavoro presso la Biblioteca Apostolica Vaticana.
[32] Cf al riguardo i molti studi del diacono e storico Dominiek Oversteyns.
[33] Padre Carlo da Milano OFMcap, al secolo Domenico Varischi (1903-1990).
[34] Ezio Franceschini (Villa di Strigno, 25 luglio 1906 - Padova, 21 marzo 1983).[35] Padre Giorgio (Jirí) Maria Veselý (1908-2004).
[36] Heinrich Rudolf Hertz (1857–1894).
[37] P.L. Guiducci, La Shoah a Milano. La reazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore: figure significative della Resistenza in una rete solidale, EDUCatt, Milano 2021.
[38] USMI: Unione Superiore Maggiori d’Italia, via Zanardelli, 32, Roma.
[39] Entrambe erano collegate alla FIRAS: Federazione Italiana Assistenza Sociale.
[40] Claudio Busnelli (7 luglio 1913 – 1 giugno 1989).
[41] Tra le molte pubblicazioni: La psicoterapia nell’età evolutiva. Principi, metodi, sviluppi (1955). Scrisse anche con altri studiosi: Questionario scala d’ansia per l’età evolutiva (1974). La Rivista del Clero Italiano (Editore Vita e Pensiero) gli pubblicò il testo: Maturità umana e celibato sacerdotale (1972).
[42] Cf anche: Elda Fiorentino Busnelli. Ricerca e supervisione ambienti di cura e qualificazione del servizio sociale professionale, a cura di L. Anfossi e di T. Vecchiato, Fondazione Zancan, Padova 2025.
[43] Giuseppe Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto (Roma, 27 agosto 1943 – Roma, 3 dicembre 2020).
[44] Dott. Renato Breda (nato a Milano il 9 luglio del 1930).
[45] Venne assunto in servizio il 20 aprile del 1967. Collocato a riposo il 14 settembre 1992.
[46] Il magistrato Dott. Giuseppe Di Gennaro (1924-2026) fu anche direttore dell’Ufficio ricerche e studi del ministero di Grazia e Giustizia. Noto per il suo impegno nella riforma del sistema carcerario e nella lotta al crimine organizzato, fu sequestrato a Roma nel 1975 dai NAP e successivamente liberato.
[47] Pier Luigi Guiducci (nato a Roma il 13 dicembre del 1951). Dirigente ASL. Docente presso la Pontificia Università Salesiana, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, e presso il Centro Diocesano di Teologia per Laici (Istituto Ecclesia Mater; Pontificia Università Lateranense). Conferenziere in più Università: Antonianum, Santa Croce, Urbaniana, et al.. Ha pure insegnato Storia della Chiesa nei corsi serali presso la LUMSA (Teologia per Laici). Dirigente dell’Azione Cattolica. Consulente storico di Postulazioni.
[48] Tra le iscritte si ricorda l’allora superiora del Cottolengo di Torino e la co-fondatrice dell’Opera Assistenza Malati Impediti di Firenze.
[49] Aumento delle sedi, dei docenti, degli iscritti, delle partecipazioni a programmi internazionali.
[50] Ad esempio: l’evento Il Genocidio nell’Europa Centro-Orientale. Testi e contesti (24 gennaio 2023).
[51] Milena Santerini (UCSC): Vice Presidente della Fondazione Memoriale della Shoah.
[52] EDUCatt è la Fondazione senza fini di lucro alla quale l’Università Cattolica del Sacro Cuore ha affidato il compito di erogare i servizi relativi al diritto allo studio a favore degli studenti durante il loro percorso universitario. Oggi tale organismo offre il proprio supporto nelle sedi dell’Università Cattolica a Milano, Brescia, Piacenza-Cremona e Roma, attraverso una serie di interventi e azioni concepite per rendere più accessibile il percorso di studi.
[53] Maresciallo di P.S. Giovanni Guiducci (1878-1959). Nonno paterno del prof. Pier Luigi Guiducci.
[54] Sig.ra Valentina Nardoni in Guiducci (1911-2006). Archivista presso l’Università La Sapienza di Roma. Molto attiva nell’Azione Cattolica. Fondatrice dell’ Associazione “Il Convivio” per l’apostolato negli uffici di Roma. Madre di Pier Luigi Guiducci.
[55] https://www.storico.org/seconda_guerra_mondiale/infermiere_volontarie.html.
[56] Dott. Ubaldo Guiducci (1920-2008). Libero Docente in Politica Economica e Finanziaria. Segretario Generale del Banco di Sicilia. Consulente ABI. Consulente SISDE per i reati valutari. Presidente di Azione Cattolica. Padre di Pier Luigi Guiducci.
[57] Sig.a Armida Barelli (Milano, 1º dicembre 1882 – Marzio, 15 agosto 1952; Beata). Cf anche: P.L. Guiducci, Armida Barelli. La donna che discuteva con il “magnifico terrore”, EDUCatt, Milano 2021.
Per saperne di più
M. Bartoli (a cura di), In fide et humanitate: 70 anni della LUMSA, Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2009.
G. Dalla Torre, La Libera Università Maria Ss. Assunta, LUMSA: storia di un’idea, Roma, Aracne, 2003.
P.L. Guiducci, Il terzo Reich contro Pio XII. Papa Pacelli nei documenti nazisti, San Paolo, Cinisello Balsamo, 2013.
Id., Pio XII e la Shoah. Quali silenzi? Contesto storico. Documenti. Criticità. Scelte. Evidenze, EDUCatt, Milano 2026.
J. Ickx, Pio XII e gli ebrei, Rizzoli, Milano 2021.
M.L. Napolitano, Il secolo di Pio XII, Luni Editrice, Sesto San Giovanni 2023.
B. Papàsogli, Luigia Tincani: l’oggi di Dio sulle strade dell’uomo, Roma, Città Nuova, 1985.
N. Raponi, Per una storia dell’Università Cattolica, Origini, momenti, figure, Morcelliana, Brescia 2017.
M. Sarfatti, La Shoah in Italia. La persecuzione degli ebrei sotto il fascismo, Einaudi, Torino 2005.
