Senti che Storie…

di aF -

Superiorità europea.

Quanti sberleffi, battute sarcastiche e commenti indignati si sono registrati contro quello sciocco di George W. Bush. Solo un rozzo cow-boy americano poteva pensare di creare un carcere di sicurezza come Guantanamo per rendere inoffensivi i numerosi sospetti di terrorismo. Meglio la civile Europa, dove tutti i simpatizzanti del califfato sono regolarmente schedati, attenzionati e lasciati in libertà fino a quando si macchieranno di una strage: allora sì che la giustizia avvierà il suo corso, forse tortuoso, probabilmente impacciato da mille cavilli ma pur sempre nobile, austero e implacabile. Il pragmatismo a stelle e strisce è una manifestazione infantile, oseremmo dire primitiva del codice penale rispetto alle tutele garantite dai superiori valori europei. La millenaria civiltà giuridica del vecchio continente è salva, la vita dei cittadini un po’ meno.

La profezia

«Invece noi, abbandonando l’ordine sociale dei nostri avi, eliminando alla rinfusa le loro istituzioni, le loro idee e i loro costumi, cosa vi abbiamo sostituito? Il prestigio del potere regio è svanito, senza che fosse sostituito dalla maestà delle leggi; oggi il popolo disprezza l’autorità, ma la teme, e la paura ottiene da lui più di quanto ottenessero in passato il rispetto e l’amore.
Mi accorgo che abbiamo distrutte le forze individuali che potevano lottare separatamente contro la tirannide; ma vedo che solo il governo ha assorbito tutte le prerogative tolte alle famiglie, alle corporazioni, agli uomini: alla forza talvolta oppressiva, ma spesso conservatrice, di un ristretto numero di cittadini, è così seguita la debolezza di tutti. [...]
La società è tranquilla, non perché abbia coscienza della propria forza e del proprio benessere, ma, al contrario, perché si sente debole e inferma; teme di morire facendo uno sforzo: tutti sentono il male, ma nessuno ha il coraggio e l’energia necessari per cercare il meglio. Si hanno desideri, rimpianti, dolori, gioie che non producono nulla di visibile o di duraturo, simili del tutto alle passioni senili che finiscono nell’impotenza».
Alexis de Tocqueville, “Introduzione” a La democrazia in America.

Da un fiasco all’altro

Dopo aver fallito nell’esportare la democrazia in Medio Oriente e Maghreb, l’Occidente sta lavorando duro per mettere a segno il prossimo insuccesso: portare l’islam in Europa per democratizzarlo tra le mura di casa. Da Maghreb e Medio Oriente siamo fuggiti, ma quando dovremo scappare dall’Europa chi ci ospiterà?

Abbastanza

«Era uno di quegli uomini politici a molte facce, senza convinzioni, senza grandi mezzi, senza audacia e senza conoscenze serie. Avvocato di provincia, bell’uomo di capoluogo, serbava un equilibrio da volpone fra tutti i partiti estremi, specie di gesuita repubblicano e di fungo liberale di dubbio genere, come ne nascono a centinaia sul letamaio popolare del suffragio universale.
Il suo machiavellismo da villaggio lo faceva passare per uno spirito forte fra i colleghi, fra tutti gli spostati e i falliti di cui si fanno altrettanti deputati. Era abbastanza elegante, abbastanza corretto, abbastanza cordiale, abbastanza simpatico per riuscire; e aveva successo nei salotti, nella società mista, torbida e poco fine degli alti funzionari del momento».
Guy de Maupassant, Bel-Ami.