Numero 161 - Marzo 2010
È una onorificenza inseparabile dall'esercito tedesco e prussiano. Istituita nel 1813 per premiare gli atti di coraggio di militari e civili, la decorazione ebbe grande successo durante il nazismo e scomparve nel 1945.
Storia della Croce di Ferro
di MASSIMO IACOPI
Il presidente della Repubblica Federale di Germania ha finalmente deciso: la Croce di Ferro, la celebre decorazione militare, non sarà reintrodotta. Un decreto del 10 ottobre 2008 ha infatti deciso la creazione di una nuova ersatz: la Croce d'Onore per il Coraggio.
La Bundeswehr, l'esercito federale, ha perduto più di una trentina di uomini in Afghanistan dal 2002. Per la prima volta dal 1945 dei soldati Tedeschi muoiono in combattimento, sotto le loro insegne e la loro bandiera. È un fatto decisamente nuovo, che è stato ben percepito dalla società tedesca contemporanea. La Germania, per effetto dei suoi impegni internazionali, si è quindi trovata di fronte a una nuova situazione: come ricompensare gli atti di coraggio o di sacrificio dei suoi soldati? Fino a quel momento disponeva solo di medaglie commemorative e di una decorazione che sanzionava l'anzianità di servizio; nulla per il combattimento. Nel 2007 fu avviato un dibattito per reintroduzione, o meglio la restaurazione, della Croce di Ferro, attraverso una petizione che raccolse più di 5 mila firme in meno di due mesi. All'origine di questa iniziativa popolare un semplice aspirante di 24 anni, sostenuto e poi sostituito dall'associazione dei riservisti. Il Ministro della Difesa, una parte dell'opinione pubblica e dei media hanno accolto favorevolmente il progetto, sottolineando a giusto titolo che la Bundeswehr porta già la famosa croce nera sui suoi aerei e su i suoi veicoli dal 1956. Ma non è servito a nulla. La storia del Novecento pesa ancora come un macigno sulla coscienza tedesca. Eppure il simbolo incriminato risulta ben anteriore al nazismo e per certi aspetti più vecchio della Germania. E profondamente legato alla storia europea.

Rivoluzione francese e romanticismo tedesco
Dopo la sconfitta della Prussia da parte di Napoleone nel 1796, l'esercito prussiano era
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Blucherstern
diventato il santuario e la scuola della nazione. In questo contesto, il colonnello Niedhardt von Gneisenau, suggerì al re Federico Guglielmo III di Hohenzollern l'istituzione di un esercito di nuovo tipo, che facesse tesoro degli insegnamenti delle guerre nazionali della Rivoluzione francese. Redasse così un Piano per la preparazione di un sollevamento popolare che presentò al re. Prevedeva l'istituzione di milizie che, tra le altre cose, avrebbero dovuto sfoggiare una sciarpa nera e bianca, i colori della monarchia prussiana. Fu invece il re a voler creare, partendo da questo semplice segno si appartenenza, una decorazione dal carattere rivoluzionario. Essa dovrà ricompensare la bravura di tutti, militari, civili, ufficiali, sottufficiali e soldati. La distinzione fra militari e civili era scomparsa con la Rivoluzione. Come la Convenziona Nazionale, il re dava avallo alla partecipazione di tutta la nazione a una guerra totale teorizzata più tardi dal Clausewitz.
Fino a quel momento si riteneva che solo gli ufficiali, i nobili o assimilati, conoscessero il sentimento dell'onore e che quindi solo loro potessero ottenere decorazioni onorifiche. Tale distinzione esisteva in Francia dal 1693. Qui, infatti, Luigi XIV aveva creato l'Ordine di San Luigi. Federico il Grande, da parte sua aveva istituirono l'ordine prussiano Pour le Merite nel 1740. Ma la prestigiosa insegna ornava solamente il collo di un piccola pleiade di capi. La truppa, condotta a colpi di nerbo, conosceva esclusivamente dei riconoscimenti materiali. Soldato o valletto, un uomo comune non poteva essere ricompensato che con del denaro.
Il contatto con la Grand Armée aveva mostrato alle popolazioni tedesche stupefatte che i soldati napoleonici, ben lungi dall'essere "sanculotti", si comportavano da moschettieri. Essi si battevano in duello per questioni d'onore e aspiravano a una ricompensa: la "croce", ovvero la Legion d'Onore, creata da Bonaparte nel 1802 al posto della Croce di San Luigi, abolita dieci anni prima. La filiazione della Croce di Ferro con la Legion d'Onore risulta evidente. Entrambi erano dei riconoscimenti cavallereschi popolari e nazionali.
L'architetto Karl Friedrich Schinkel suggerì una onorificenza di ispirazione medievale, che riprendesse la croce nera dell'Ordine dei Cavalieri Teutonici fondato nel 1191. La Croce di Ferro, figlia della Rivoluzione, entrava in tal modo a far parte anche del romanticismo nazionale. Federico Guglielmo III intanto aveva già fatto classificare il castello di Marienburg (o Marburg) capitale teutonica. La riscoperta di questo glorioso passato venne rafforzata anche dal soggiorno forzato della corte nella Prussia orientale, a Königsberg. In questo importantissimo luogo legato ai cavalieri dalla croce nera, la regina Luisa venne dipinta come una specie di santa prussiana e protestante. A immagine della Vergine, patrona dell'Ordine Teutonico di Santa Maria, la regina, anima della resistenza a Napoleone, era diventata in qualche modo la patrona della Croce di Ferro. La nuova decorazione venne quindi istituita il 10 marzo 1813, nell'anniversario del suo decesso.

Le guerre dal 1813 al 1871
In effetti l'ora della rivincita era suonata. Nel corso delle guerre di liberazione dal 1813-14 e nel loro prolungamento nel 1815, vennero concesse 8542 croci di seconda classe, 668 di prima classe e 5 Gran Croci. Una dignità eccezionale, la Blücherstern, fu conferita al feldmaresciallo Gebhard Leberecht von Blücher. Da questa epoca viene sempre di più sottolineato il carattere tedesco e non più semplicemente prussiano della decorazione.
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croce di ferro 1870
Numerosi altri combattenti degli altri eserciti tedeschi ottennero infatti la Croce di Ferro e anche qualche donna ne fu insignita, fra queste le più famose furono Eleonore Prohaska e Johanna Stegen. Il più giovane decorato fu invece un giovane ussaro di 15 anni. Una variante, quasi identica, detta Croce di Kulm, venne assegnata a 7131 ufficiali e soldati russi. Il futuro primo re del Belgio, Leopoldo di Sassonia-Coburgo Gotha ne fu decorato e la indossò orgogliosamente per tutta la sua vita. La famosa croce appare anche nelle mani della dea della quadriga sulla porta di Brandeburgo, a Berlino.
Nel corso della guerra del 1866, la Croce di Ferro non venne concessa. Questa "guerra tedesca" vede, in effetti, la Prussia e i suoi alleati della Germania del nord affrontare l'Austria e la maggior parte degli altri stati tedeschi (Baviera, Sassonia, Hannover, Würtemberg, Assia). Il sentimento nazionale impediva evidentemente al re di Prussia di distribuire delle ricompense in quella che l'opinione pubblica percepiva come una guerra fratricida.
Per contro, il carattere nazionale della decorazione riprese tutto il suo senso con la guerra franco-tedesca del 1870-71. La croce di seconda classe ricompenserà 40.200 militari e 3050 civili. Quella di prima classe sarà concessa a 1230 persone. Re Gugliemo I, proclamato imperatore tedesco a Versailles il 18 gennaio 1871, concederà inoltre 9 Gran Croci.

Cinque milioni di Croci di Ferro nel 1914-18
Nel corso del primo conflitto mondiale la Croce di Ferro è stata largamente concessa da Guglielmo II di Hohenzollern, nella sua qualità di Re di Prussia. A causa dell'enorme numero di effettivi mobilitati, l'insegna fu concessa dal Kaiser a circa 5 milioni di persone. La Croce di prima classe distinse 218.000 combattenti d'elite e fra questi anche un volontario austriaco: Adolf Hitler. Questa onorificenza, rara per un semplice caporale, è stata la sola decorazione che il Führer porterà nel corso della sua vita. Come nel 1813, ci sarà solamente un solo decorato con la Blücherstern: il feldmaresciallo Paul von Hindenburg, futuro presidente del Reich.
Gli atti di bravura eccezionali venivano peraltro ricompensati con gli ordini militari dei vari stati tedeschi: Ordine di Maria Teresa (Austria), di Massimiliano Giuseppe (Baviera), di S. Enrico di Sassonia, al Merito Militare del Baden ecc. Questi ordini dinastici a volte conferivano anche la nobiltà personale. Essi incarnavano una forma moderna di cavalleria e si portavano intorno al collo. Come l'ordine Pour le Merite, questi ordini, scomparsi nel 1918, serviranno di ispirazione al grado prestigioso di Cavaliere della Corona di Ferro (Ritter-kreuz), creato nel 1939.
Già a partire dal 1813, diversi personaggi stranieri (Polacchi, Ungheresi, Svedesi,) e fra questi lo stesso generale Bernadotte, avevano ricevuto la Croce di Ferro. Con la Prima guerra mondiale la decorazione fu concessa anche a Turchi e Bulgari: su tutti, Mustafà Kemal, il futuro Atatürk. È sempre nel corso delle Grande Guerra che gli aerei tedeschi e austro-ungarici scelgono la croce nera come simbolo sulle ali e sulla fusoliera.

Il Terzo Reich e la Ritterkreuz
Sui 20 milioni di uomini di tutte le origini che hanno combattuto nelle forze armate tedesche fra il 1939 ed il 1945, quasi 2,3 milioni hanno ottenuto la Croce di Ferro. La stessa veniva ormai associata a un nastro nero bianco e rosso, i colori del Reich e con l'incisione della croce runica al posto del monogramma reale.
Il suo grado più ambito era la cravatta di Cavaliere della Croce di Ferro, la più alta distinzione militare tedesca della guerra, concessa dal Führer in persona a 8039 combattenti. Un dettaglio interessante, che riporta al Medioevo: il suo titolare era esente da imposte. Ben 43 militari di paesi alleati del Reich (18 Rumeni, 9 Italiani, 8 Ungheresi, 2 Giapponesi, 2 Finlandesi e 2 Slovacchi) vennero insigniti con questa cravatta. Anche 32 stranieri che servivano nell'ambito delle Waffen-SS furono fatti Cavalieri della Croce di Ferro (12 Lettoni, 4 Belgi, 4 Estoni, 4 Olandesi, 3 Danesi, 3 Francesi e 2 Spagnoli).
Nel corso del secondo conflitto mondiale vennero nuovamente decorate anche le donne. Fino al 1943 furono principalmente infermiere. Ma non solo. Hanna Reitsch, pilota della Luftwaffe, ricevette la Croce di prima classe nel 1940. Melita von Stauffenberg, di origine ebraica e cognata del colonnello membro della congiura del 20 luglio 1944, fu decorata per fatti d'arme: pilota collaudatore, venne infatti abbattuta da un caccia americano nell'aprile 1945.
Gli Ebrei di Germania e Austria-Ungheria avevano onorevolmente partecipato alla Grande Guerra. In tale contesto 31 mila tedeschi di confessione israelita erano stati decorati della Croce di Ferro nel 1914-18. Nel 1939-45, per quanto sorprendente possa apparire, ci sono stati qualche migliaio di decorati, fra i quali ben 23 insigniti della Ritterkreuz. Alcuni congiurati del 20 luglio 1944 erano titolari del cavalierato della Croce di Ferro.

Una diffusione internazionale
Alla fine della guerra c'erano titolari della Croce di Ferro sparsi in tutti i paesi del mondo. Migliaia di decorati, di cui 780 titolari di Ritterkreuz, entrano nella nuova Bundeswehr, fondata nel 1956. Le nuove forze armate tedesche nascono nello spirito del 1813 e la famosa croce viene scelta per identificare gli aerei e i blindati. Il presidente federale Theodor Heuss autorizzò ufficialmente la sua adozione nel 1957, con la cancellazione della croce runica.
Centinaia di decorati, di cui 41 insigniti di Ritterkreuz, faranno carriera nel nuovo esercito austriaco. Altri ancora (fra cui otto titolari di Ritterkreuz) serviranno nelle forze armate della Germania dell'Est, ma il loro numero preciso non sarà mai divulgato, perché Pankow considerava solo la Germania dell'Ovest erede del "nazismo". La Volkarmee della Germania Orientale aveva previsto, in caso di guerra, una ricompensa militare denominata... Blücherorden!
In quegli anni il vice presidente del governo spagnolo, il vice cancelliere tedesco, il presidente del comitato militare della NATO, qualche politico di diverse nazionalità minori e un capo di stato maggiore aggiunto dell'esercito israeliano erano titolari della croce nera creata nel ricordo della regina Luisa.
Verrà reintrodotta la Croce di Ferro nelle decorazioni tedesche? Per il momento pare proprio di no. Ma data la sua rilevanza nella tradizione militare e civile e nella storia della Germania, ciò non può essere escluso a priori nel futuro.
BIBLIOGRAFIA
  • Cavalieri teutonici. Storia e leggende dei monaci guerrieri che conquistarono le steppe, di H. Bogdan - Piemme, Casale Monferrato 1998
  • The Iron Time. A History of Iron Cross, di S. T. Previtera - Winidore Press, Richmond 2000
  • The Iron Cross of 1939, di G. Williamson - R. James Bender Publ., 1997