Una ricerca che, lasciando sullo sfondo i grandi eventi della storia, gettò luce
sul mondo della quotidianità e della vita reale troppo spesso dimenticato
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COME IL NAZISMO SI PRESE L'ANIMA
DI UN PICCOLA COMUNITA' TEDESCA
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Prima d'essere scienza, la storia è racconto e, prima ancora, cronaca di fatti accaduti in uno spazio e in un tempo preciso. Partendo da quest'assunto nel 1965 lo storico americano Sheridan Allen pubblicò un libro sorprendente "The nazi seizure of power. Experience of a single German town 1930-1935.[1]" in cui ricostruiva la storia di una media cittadina tedesca nel periodo dell'ascesa del nazismo. Non un libro sulle cause o le origini del Terzo Reich, ma un documento su come specifiche vite e singolari situazioni furono protagoniste e vittime dell'ascesa del regime hitleriano. Una ricerca inconsueta, che lasciando sullo sfondo i grandi personaggi e i grandi eventi della storia gettava luce sul mondo della quotidianità e della vita reale troppo spesso dimenticato nelle grandi sintesi storiografiche.
Lavoro sorprendente, dicevamo, perché capace di spiegare come nel concreto i nazisti riuscirono a persuadere migliaia di cittadini tedeschi della bontà della loro ideologia, coinvolgendoli in un progetto delirante da cui non sarebbero più usciti se non al termine della seconda guerra mondiale. La cittadina studiata da Allen è Nordheim nell'Hannover[2], un piccolo centro nel centro della Germania che all'epoca della repubblica di Weimar contava circa diecimila abitanti. Una cittadina assolutamente "rispettabile", che doveva la sua solida ricchezza alla presenza di molti uffici pubblici e al fatto d'essere un importante snodo del traffico ferroviario: due fattori che garantivano ai suoi abitanti impieghi fissi alle dipendenze dello Stato.
Prima dell'avvento del nazismo, e prima ancora che il nazismo si facesse sentire, Nordheim era socialmente suddivisa in due grandi gruppi, la classe inferiore (composta da operai non qualificati o semi qualificati) e da una classe media (operai qualificati, impiegati d'ordine) e superiore ( capi artigiani, impiegati pubblici). Questi due gruppi rappresentavano rispettivamente il 37% e il 59% della popolazione e ambedue avevano specifici rappresentanti politici ma anche specifiche associazioni a cui si riferivano. Come in tutta la Germania infatti, la classe operaia formava una comunità a se stante, con il partito socialdemocratico (SPD) che era la loro guida politica e una serie di associazioni ad esso collegate, da quelle sindacali a quelle culturali, ricreative e sociali. Nello stesso modo, anche la piccola e media borghesia si riconosceva in un paio di partiti - una lista civica degli impiegati statali e il partito popolare- e frequentava i club e le associazioni, in particolare quelle di carattere militare.
Dal 1919 fino agli anni trenta la cittadina dell'Hannover era vissuta pacificamente e piuttosto felicemente anche se una netta distinzione sociale persisteva tra i gruppi e non sembrava ricomporsi nonostante lo sviluppo democratico garantito dalle istituzioni repubblicane: fu su queste divisioni di fondo che il nazismo, approfittando del malessere economico venutosi a creare, si innestò e prosperò.
La crisi economica americana del 1929 costituì infatti un tornante decisivo per la vita politica e sociale di Nordheim, perché a partire dall'anno successivo gli esiti della crisi si fecero sentire anche in Germania e una specie di psicosi collettiva sembrò impadronirsi della classe media della cittadina. Come spiega Allen, infatti, non furono tanto le reali conseguenze della crisi a estremizzare l'orientamento politico del ceto medio di Nordheim, quanto la paura di poter essere vittime di quella crisi. In altre parole, gli impiegati statali ma anche i commerciati furono presi dal panico di perdere tutti i loro risparmi e di restare disoccupati e si votarono al nazismo, vedendo in esso un rimedio alla crisi, mentre i lavoratori che erano realmente colpiti dalla crisi rimasero comunque fedeli alla causa della repubblica e non pensarono di risolvere il problema in termini rivoluzionari. Un fattore decisivo dell'ascesa dei nazionalsocialisti fu il loro presentarsi come avversari del partito socialdemocratico, che il ceto medio osteggiava perché considerato marxista e votato alla rivoluzione di classe, anche se per tutto il dopoguerra l'SPD aveva governato dimostrando in tutti i modi la sua fedeltà alle istituzioni repubblicane.
Un altro fattore di successo, che contribuì a far crescere nelle elezioni del 1930 i nazisti dai 123 voti del 1928 ai 1742 del 1930 (pari al 28% dell'elettorato) fu che gli uomini in camici bruna si presentarono come i seguaci del militarismo e i difensori della nazione, anche con mezzi violenti, contro gli internazionalisti socialisti: una propaganda azzeccata, in una nazione che non voleva ancora accettare la sconfitta della prima guerra mondiale e che ne attribuiva la responsabilità al presunto "tradimento" dei socialisti.
Dopo le elezioni del 1930 gli uomini della SPD si resero conto della minaccia costituita dai nazisti ma non riuscirono ad organizzare una resistenza sufficiente a contenerne l'avanzata. Il fallimento della loro iniziativa fu in parte determinato da problemi interni al partito, perché essi non cercarono mai di trovare accordi con i partiti borghesi per arginare l'avanzata nazista, nella convinzione che questa mossa potesse far perdere loro consensi presso la classe operaia; e d'altro canto continuarono ad usare un linguaggio rivoluzionario e di classe per la loro propaganda, anche se nei fatti erano convinti riformisti democratici. D'altra parte, il fallimento dell'iniziativa anti-nazista fu anche dovuto alla miopia della borghesia di Nordheim, che si disinteresso della difesa dei principi democratici, sacrificandoli per le promesse di prosperità economica e di tranquillità sociale dei nazisti.
Il successo del 1930 costituì il trampolino di lanciò per le ambizioni dei nazisti di Nordheim, che iniziarono un attività permanente di propaganda. I fattori di successo furono numerosi e primo fra tutti fu forse lo slanciò e l'attivismo con cui essi si presentavano alla popolazione.
Molti cittadini di Nordheim intervistati da Allen, ricordano i nazisti di quegli anni come giovani energici e instancabili, evidentemente affascinati dal dinamismo che questi esprimevano attraverso la promozione di parate, convegni e comizi a ritmo incessante. L'essere energici e attivi era considerato un fattore importante per un paese e una nazione che stavano vivendo una situazione di crisi e depressione economica, e questa sensazione era accresciuta dal fatto che i nazisti erano uomini politici nuovi, a cui non si potevano imputare responsabilità per la difficile situazione presente - al contrario di quanto non avvenisse per i socialdemocratici. Tra il 1931 e il 1932 i nazisti di Nordheim resero incandescente il clima politico, creando continuamente occasioni di scontro verbale o fisico con le associazioni socialdemocratiche: essi iniziarono pubblicare un giornale locale che attaccava ogni giorno i socialdemocratici con accuse tanto esagerate quanto false, le SA iniziarono ad organizzare parate per le vie del paese esibendo i simboli nazisti mentre nei teatri e nelle sale di riunione venivano indetti pubblici incontri in cui si accusava la SPD d'essere un partito antinazionale e sovversivo. La creazione di un'atmosfera politica carica di tensioni fu un arma importante, perché i nazisti poterono in seguito presentarsi come le forze dell'ordine capaci di sedare i tumulti e le controversie, trasformandosi da sediziosi a tutori dell'ordine e stimolando nei cittadini il desiderio di un leader carismatico capace di elevarsi al di sopra delle tensioni e degli interessi di parte.
"Alla fine dell'inverno 1931-1932 la situazione a Thalburg era favorevole ad una rapida avanzata del nazismo . La depressione era giunta al massimo, le manifestazioni di violenza diventavo più frequenti, le passioni gemelle del nazionalismo e dell'antagonismo di classe erano al culmine. I nazisti si erano affermati in una veste di rispettabilità e di estremismo: erano, agli occhi del pubblico, patriottici, antisocialisti, religiosi; godevano apparentemente le grazie dei conservatori; e al tempo stesso sembravo energici, decisi, e soprattutto, pronti ad usare mezzi radicali per risolvere il problema cruciale- la depressione."[3]
Il consolidamento definitivo del successo nazista si ebbe nella primavera del 1932, quando si tennero le elezioni nazionali per eleggere il presidente della Repubblica di Weimar. Il ruolo del presidente era particolarmente importante anche sul piano politico, oltre che su quello istituzionale, perché negli ultimi due anni il cancelliere Bruning ( capo dell'esecutivo) aveva governato senza l'appoggio del parlamento, facendo ratificare le sue leggi dal presidente uscente, il maresciallo Hindenburg: l'SPD che pure aveva la maggioranza parlamentare e non apprezzava le leggi e i modi del conservatore Bruning aveva lasciato fare, perché temeva che nuove elezioni favorissero una ulteriore avanzata nazista. Per queste stesse ragioni la SPD decise di appoggiare, assieme ai repubblicani e al partito cattolico del centro la seconda candidatura di Hindenburg, che aveva come suo principale concorrente Hitler, la cui popolarità era in vertiginosa crescita.
I risultati delle elezioni a Nordheim videro Hilter imporsi con 3621 voti contro i 2900 per Hindenburg: un risultato diverso da quello nazionale, dove Hitler aveva ottenuto solo il 37% dei consensi e Hindenburg aveva vinto senza tuttavia conquistare la maggioranza necessaria per le elezione. Il voto di Nordheim si giustificava probabilmente con ragioni locali, perché la cittadina era anche sede dell'ufficio di collocamento della contea e nel periodo delle elezioni la crisi economica era tale da portare quattordicimila persone a settimana presso gli uffici per chiedere lavoro e assistenza, alimentando in tal modo il disagio e la paura degli abitanti della piccola cittadina e l'ostilità verso il governo. Dopo la seconda elezione presidenziale, che fu necessaria per garantire la maggioranza ad Hindenburg, si tennero in aprile anche le elezioni per il parlamento prussiano, che nella sostanza confermarono a Nordheim l'esito delle precedenti presidenziali, rendendo però più chiare le tendenze dell'elettorato. I nazisti si imposero con 3620 su un totale di 6585, i socialdemocratici ne ottennero 2024, il restante 14% andava ai nazionalisti, comunisti e piccoli partiti. Mentre l'SPD dimostrava una sostanziale tenuta, era il DVP, il partito popolare il vero sconfitto delle elezioni: da secondo partito nel 1930 era stato praticamente cancellato nelle ultime tornate elettorali, e ciò dimostrava il radicalizzarsi della contesa politica a Nordheim.
La sconfitta del DVP rappresentava inoltre la fine delle speranze di salvare la democrazia a Nordheim e in Germania, perché avendo il partito scelto di attaccare i socialdemocratici e la repubblica di Weimar, esso costrinse gli elettori a scegliere tra l'SPD e gli avversari della democrazia: e i borghesi preferirono appoggiare i nazisti rispetto al centro, essendo i primi più convincenti e convinti antimarxisti ed estremisti. L'errore compiuto dal partito di centro fu ripetuto da tutti gli altri partiti della destra borghese in Germania, compreso il partito nazionalista che per un lungo periodo si alleò con i nazisti per poi esserne inghiottito: nessuno di questi partiti in realtà voleva una dittatura nichilista, ma tutti erano poco consapevoli del valore della democrazia e disposti a sacrificarla a chi prometteva nuova grandezza per la nazione tedesca.
A Nordheim la situazione per l'SPD si aggravò nell'estate del 1932, quando i nazisti ripresero l'iniziativa, indirettamente appoggiati dalle direttive emanate dal nuovo cancellerie Von Papen, un uomo della destra imposto al parlamento dai militari, che subito revocò il bando contro le SA, che era stato proclamato poche settimane prima e che prevedeva lo scioglimento delle forze paramilitari naziste. I nazionalsocialisti iniziarono a corrodere le basi del consenso dei socialdemocratici, prima alleandosi con i partiti di destra per controllare i comitati consultivi delle scuole e poi esercitando pressioni sugli operai delle ferrovie.
Quest'azione fu una vera prova di forza per i nazisti, che dimostrarono di poter attaccare i membri dell'SPD e il loro sindacati senza che questi fossero capaci di difendersi. Dall'estate del 1932 i nazisti iniziarono a dare lavori e paghe migliori agli operai delle ferrovie che fossero loro simpatizzanti e a penalizzare gli aderenti al sindacato socialdemocratico. L'SPD scelse di difendere i suoi membri appellandosi alla normativa sul lavoro, ma il fallimento di questa strategia fu presto evidente e scoraggiò non pochi degli elettori e dei simpatizzanti dei socialdemocratici, lasciando in tutti una sensazione di impotenza, perché l'unico modo per conservare il posto divenne iscriversi al sindacato nazista. La sfiducia penetrò tra i socialisti, mentre i nazisti rilanciarono la posta, quando in luglio si tennero le elezioni per il parlamento nazionale: per l'occasione Hitler tenne un discorso in una cittadina vicina a cui parteciparono entusiasticamente molti abitanti di Nordheim. Il risultato fu che il 31 luglio del 1932 i nazisti conquistarono nei seggi di Nordheim il 62% dei voti, mentre i socialdemocratici pur restando secondi persero più di trecentocinquanta voti mentre qualcosa guadagnarono i comunisti e i nazionalisti, che avevano Von Papen a capo del governo. Su scala nazionale, la vittoria dei nazisti sembrava ridimensionata dall'impossibilità per questi di costituire delle alleanze e per la ferma volontà di Hindenburg di non dare l'incarico di governo a Hitler, anche se questi aveva ottenuto il 37% dei voti.
La destra conservatrice sembrava predisporsi a sbarrare la strada ai nazisti, e l'esercito avvertì le SA che ogni tentativo di colpo di Stato sarebbe stato represso nel sangue: una vecchia conservatorismo sembrava prendere il sopravvento sul sovversivismo reazionario nazista. Tuttavia i problemi di governabilità continuavano a tormentare la Germania e questo nel momento in cui la crisi economica si stava facendo più serrata: nell'ottobre dello stesso anno Von Papen sciolse il parlamento e indisse nuove elezioni, alla ricerca di un consenso che gli consentisse di governare superando l'opposizione nazista e quella comunista. Furono le quinte elezioni in un anno e per la prima volta a Nordheim i nazisti non riuscirono a far crescere i loro voti, attestandosi poco al di sotto dei risultati della precedente tornata, nonostante avessero dispiegato il loro solito impegno propagandistico e si fossero serviti anche della stampa per veicolare i loro messaggi. I risultati nazionali confermarono le tendenze emerse dalla cittadina dell'Hannover ma confermarono anche l'ingovernabilità del paese in cui gli estremismi nero e rossi possedevano una "maggioranza negativa" incapace di governare ma in grado di ostacolare la formazione di qualsiasi esecutivo. Sorprendentemente a Nordheim l'esito delle elezioni non rinvigorì i rappresentanti della SPD ma quasi indusse in loro una sorta di rassegnazione per il futuro avvento del nazismo. L'incapacità di risolvere la crisi economica, la debolezza dei governi, l'appoggio economico che i nazionalisti rispettabili diedero ai nazisti, l'impossibilità di affermare la legalità, l'irruzione della violenza nella scena politica, furono tutti fattori decisivi per creare il clima di rassegnazione che permise nel 1933 ai nazionalsocialisti di salire al potere e soprattutto di instaurare successivamente il proprio regime totalitario.
Nel gennaio del 1933 si verificò infatti la svolta decisiva per la politica tedesca, con la nomina di Hitler a cancelliere. Già a febbraio, sulla base delle disposizioni emanate da Goering, nuovo ministro nazista degli Interni, iniziarono a Nordheim le prime attività di repressione verso le opposizioni socialiste. Tutte le manifestazioni pubbliche dei comunisti furono vietate, mentre quelle dei socialdemocratici vennero inizialmente soltanto "ostacolate", con la polizia che proibiva i percorsi abituali ai cortei dell'SPD mentre lasciava liberamente sfilare in città i nazisti.
Ma quando le nuove elezioni per il parlamento furono indette da Hitler per il marzo del 1933, la repressione verso i socialdemocratici crebbe ulteriormente, con la chiusura del giornale locale di partito e attraverso la costante minaccia psicologica esercitata dalle SA, che ora erano diventate un reparto ausiliario della polizia di Stato, pur rimanendo un organizzazione di partito e che quindi potevano continuare ad agire con i loro metodi violenti nascosti ora dalla maschera della legalità. In questo clima il 22% dei voti della SPD costituì una conferma della fede dei lavoratori nell'ideale socialdemocratico, ma ormai l'alleanza dei nazisti con il 63% dei voti e dei nazionalisti con il 6% dimostrava lo strapotere nazionalsocialista a Nordheim. L'esito delle elezioni nazionali fu anche riconfermato da quelle locali tenute a pochi giorni di distanza e che videro l'elezione di quindici consiglieri nazisti e di cinque dell'SPD.
Quanto avvenne nella prima riunione del nuovo consiglio comunale fornisce una visione precisa di come i nazisti gestirono il potere all'indomani della vittoria elettorale. Anzitutto già prima della convocazione della riunione esercitarono minacce e pressioni su uno dei consiglieri dell'SPD, perché in base ai regolamento comunale cinque consiglieri erano sufficienti per avere diritto ad un rappresentante in ogni commissione comunale, ma con soli quattro consiglieri la norma non era più valida: persuadendo con i loro abituali metodi il consigliere socialdemocratico a dichiararsi neutrale essi poterono amministrare da soli tutti i poteri.
Per essere certi che il loro piano funzionasse anche nel caso di una improvvisa "diserzione" del neutralista, essi arrestarono un altro dei consiglieri mentre si stava avviando con i compagni di partito alla prima riunione consigliare, che per l'occasione era stata fissata in un salone d'albergo invece che nell'abituale sala del consiglio. I tre consiglieri dell'SPD giunti a destinazione furono accolti da una coreografia minacciosa: sul palco riservato al consiglio v'erano due banchi distinti, uno lungo e largo per i nazisti e un banchetto per i socialdemocratici, tutt'intorno un trionfo di svastiche e foto di Hitler, e le SA e SS a presidiare il palco in camicia bruna, la stessa divisa di tutti i consiglieri nazisti. Dopo l'agghiacciante coreografia, i discorsi non furono da meno: il leader politico dei nazisti di Nordheim prese la parola accusando l'SPD di essere l'unica responsabile per i problemi della cittadina e chiarì quale sarebbe stato l'atteggiamento che i nazionalsocialisti avrebbero tenuto nei confronti dei loro storici oppositori:
"Non abbiamo dimenticato niente. Né esiteremo a ripagarli di tutto. La resa dei conti non si farà con la povera gente che era stata accecata da loro, ma saranno i seduttori che sistemeremo, fino all'ultimo mercenario di partito. Impareranno a lavorare di nuovo per la Germania, in campi di concentramento da cui non avranno uscita."
Le sue accuse proseguirono e inoltre spiegò a tutti i cittadini presenti che la democrazia era finalmente finita e che da quel momento avrebbe governato una dittatura che avrebbe colpito qualsiasi nemico del popolo tedesco. Affatto impressionato da quell'aggressione verbale in piena regola il coraggioso leader locale dell'SPD chiese a quel punto la parola per la replica, ma lo speaker nazista non lo permise: a questo punto i consiglieri socialdemocratici decisero di lasciare la seduta del consiglio e all'uscita alcuni spettatori sputarono loro addosso deridendoli e insultandoli. Le riunioni successive proseguirono sempre su questo solco, finché il 27 giugno i consiglieri dell'SPD dovettero dimettersi perché il loro partito venne dichiarato fuorilegge da un legge nazionale e i consiglieri vennero sostituiti da esponenti del nazismo: ora il consiglio era totalmente nelle mani dei nazionalsocialisti e ogni decisione era decisa dal leader locale, che esercitava un autorità indiscussa e indiscutibile sui propri compagni di partito, in base al "principio del capo" che era la regola di ubbidienza tipica dei nazisti.
I nazisti non si limitarono ad esercitare una pressione politica sui loro oppositori, ma iniziarono subito un'azione di repressione sociale con lo strumento del terrore, per rendere chiaro alla popolazione che le cose erano cambiate e che ora nessuna contestazione al regime sarebbe stata accettata: d'altronde Hitler stesso sosteneva che "il terrore è il più efficace strumento politico". I nazisti iniziarono a perquisire le case e ad arrestare senza valide prove tutti i passati oppositori del loro partito, ma anche molti di quelli che si dimostravano diffidenti nei confronti del nuovo regime o che avevano osato criticarlo in pubblico o con amici.
La paura stessa divenne uno strumento ulteriore per garantire la solidità del regime, perché tutti temevano di parlare con qualcuno per non correre il rischio di essere denunciati e in tal modo il potere della dittatura sembrava pervadere ogni sfera della vita sociale. Come disse un abitante di Nordheim "la vita sociale diminuì enormemente perché non ci si poteva fidare di nessuno", concetto ribadito da un suo concittadino che non si riteneva "mai libero di dire quello che voleva" e pensava di aver perduto la propria libertà personale.
Alla creazione del regime totalitario contribuì anche l'incapacità della SPD di comprendere la peculiarità del nazismo e la volontà di contrastarlo con mezzi legali.
Dai racconti dei membri del partito socialdemocratico di Nordheim sappiamo infatti che lì come altrove i socialdemocratici avevano nascosto armi e si erano per tempo predisposti a contrastare un colpo di Stato nazista, così come in tutti gli altri centri della Germania. Eppure i nazisti liquidarono la democrazia e la SPD senza dover affrontare nessuna resistenza armata e a Nordheim come altrove la ragione di tale arrendevolezza deve ancora essere precisata. Una possibile spiegazione sta nel fatto che i socialdemocratici erano preparati a contrastare un colpo di Stato, ma non il progressivo anche se rapido insinuarsi del nazismo al potere e la distruzione della legalità condotta a tappe progressive. Per lungo tempo, per troppo tempo, la SPD attese l'evento che potesse scatenare la rivolta lasciando agio ai nazisti di distruggere le strutture della legalità e alla fine non ci fu più il modo per organizzare una resistenza.
Altra preoccupazione dei nazisti, oltre alla repressione degli avversari politici e all'instaurazione del terrore, fu quella di mantenere alto l'entusiasmo nella popolazione. Ciò fu ottenuto tramite la solita accurata propaganda, in forme accentuate ora che i nazisti detenevano il potere. I giornali d'opposizione furono pertanto chiusi, il giornale ufficiale divenne l' "Horst" che era stato il quotidiano di partito dei nazionalsocialisti e anche i giornali di destra non ufficialmente nazisti vennero boicottati in tutti i modi. I nazisti utilizzarono come al solito soprattutto le manifestazioni e le celebrazioni per creare il consenso.
Durante i primi mesi dell' instaurazione della dittatura si tennero a Nordheim tre cerimonie ufficiali di grande rilevanza- così stabilirono i nazisti- una per il compleanno di Hitler, una per la giornata del lavoro tedesco (nuova interpretazione del primo maggio in chiave nazista) e la festa per Leo Shalagater, eroe nazionalista della prima guerra mondiale. Svastiche e bandiere del Reich affollarono la città, mentre i nazisti inventarono sistemi per controllare che tutta la popolazione fosse presente alle cerimonie (mediante la consegna di appositi distinti al termine delle celebrazioni) e si organizzarono per la prima volta i falò dei libri considerati immorali. Nei primi mesi di regime nazista Nordheim fu sottoposta ad una propaganda incessante e questo servì per creare uno spirito rivoluzionario e per giustificare quei provvedimenti drastici e brutali che molti abitanti della cittadina dell'Hannover probabilmente non apprezzavano ma che erano indotti a giustificare appunto in chiave rivoluzionaria.
Tra questi provvedimenti vi fu senza dubbio il boicottaggio degli ebrei, dall'1 al 4 aprile, un'azione estranea alla cultura e della mentalità di Nordheim dove gli ebrei erano perfettamente integrati nella comunità e mai in precedenza erano stati oggetto di discriminazione razziale. I nazisti imposero quest'odio razziale e quanto fecero agli ebrei in questa circostanza fu un esempio del modo in cui esercitarono il loro controllo anche sul resto degli abitanti di Nordheim.
Ordinando di boicottare ogni negozio di ebrei o in cui fossero assunti degli ebrei essi esclusero questi uomini dalla vita sociale, li emarginarono dalla comunità rendendo difficile per chiunque avvicinarsi a loro senza pensare ai potenziali pericoli che questo comportava, facendo venir meno ogni normale rapporto di umana cordialità nei loro confronti. L'azione, che per altri versi preparava il terreno alla tragedia dell'Olocausto, fu un esemplificazione dell'atomizzazione della società che i nazisti imposero in seguito a tutti i tedeschi: nessuno doveva più fidarsi dell'altro e tutti dovevano percepire nell'amico, nel vicino e nel conoscente una possibile minaccia per la propria sicurezza. Separati l'uno dell'altro, nessuno avrebbe in tal modo potuto neanche immaginare una resistenza alla dittatura:
" Non dovevano più esistere alla fine gruppi sociali indipendenti: ogni volta che due o tre persone si riunivano doveva essere presente anche il Fuhrer, così che ogni tipo di società come relazione umana avrebbe, in ultimo, cessato di esistere o meglio sarebbe esistita in un altro quadro, un cui ogni individuo sarebbe stato in relazione con un altro, ma solo con lo stato e con il dirigente nazista che era diventato la personificazione dello stato"[4]
In questa prospettiva va inteso anche il processo di "coordinamento" che a partire dal marzo 1933 unificò sotto la guida nazista tutti i club, le associazioni politiche, culturali e sportive. Il processo di coordinamento fu a Nordheim particolarmente rapido e alla fine dell'estate i nazisti lo avevano già concluso, minando però la partecipazione stessa della gente, che smise di frequentare con assiduità queste associazioni che in passato avevano costituito il cuore pulsante della cittadina. Nessuno trovava più validi motivi per riunirsi non avendo più libertà di parlare e essendo costantemente impegnato nelle cerimonie destinate alla propaganda e all'autocelebrazione del nazismo.
Tuttavia anche il processo di coordinamento apparve accettabile ai cittadini di Nordheim perché i nazisti sembravano capaci di risolvere quello che da tutti era considerato il principale problema: la crisi economica. Nell'agosto del 1933 il capo dei nazisti locali aveva infatti potuto annunciare la scomparsa della disoccupazione nella cittadina, grazie all'inizio di una serie di lavori pubblici che avrebbero contribuito al miglioramento urbanistico della città. Poco importava che questi lavori pubblici fossero stati per la prima volta proposti dalla SPD e che proprio i nazisti e l'opposizione di destra li avessero ostacolati, così come non era importante che le misure dei nazisti fossero alla fine di stampo socialista con la dilatazione del debito pubblico per favorire la ripresa economica: nessuno avrebbe potuto porre questo genere di obiezioni e tutti erano soddisfatti del rinascente benessere.
Certo molte delle violenze naziste, la persecuzione degli ebrei, la lotta contro la chiesa luterana che in passato li aveva apertamente appoggiati, non erano gradite dalla maggioranza dei cittadini, ma il fine parve giustificare i mezzi, come spiegò perfettamente un capo artigiano di Nordheim: " non sono d'accordo con tutto quello che è stato fatto ma sono lieto di vedere che tentano di fare. La cosa principale è che la gente ha di nuovo un lavoro e che in qualche modo impara a trovare uno scopo e un contenuto nella vita"
Uno scopo nella vita e, potremmo aggiungere, il senso dell'appartenenza al Volk, al popolo tedesco. I borghesi di Nordheim furono entusiasti della prospettiva della fine della lotta di classe offerta dal nazismo, che prometteva una Germania solidale e unita sotto le insegne del Terzo Reich. A guardarlo da vicino pareva un entusiasmo strano, considerato l'avversione per il marxismo della borghesia locale: ma quella proposta dai nazisti era una uguaglianza di classe solo apparente, che stimolava il sentimento nazionale lasciando invariate le divisioni di classe.
Una volta raggiunti questi buoni risultati economici, il nazismo vide progressivamente scemare l'entusiasmo della popolazione nei suoi confronti. La situazione in città era certo migliorata da un punto di vista economico, ma la frequenza delle parate e delle funzioni pubbliche a cui i cittadini erano chiamare a partecipare era tale da indurre disinteresse verso di esse. Nessuno naturalmente osava non parteciparvi e manifestare il proprio dissenso, ma il consenso era ora diventato un espressione sempre più formale e sempre meno partecipato.
Nonostante il moltiplicarsi dei comandi e degli ordini, gli abitanti di Nordheim guardavano con diffidenza alle nuove celebrazioni ed erano sempre più infastiditi dai metodi nazisti, ma ormai il terrore si era istaurato al potere e sconfiggerlo non era più possibile.
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NOTE
[1] Come si diventa nazisti, Sheridan Allen, Giulio Einaudi Editore, Torino, 1994
[2] Anche se all'epoca della pubblicazione l'autore preferì denominare la cittadina Thalburg per garantire l'anonimato agli intervistati.
[3] Op. cit, pag. 85
[4] Op. cit., pag. 130
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BIBLIOGRAFIA- Come si diventa nazisti, di W.S. Allen - Einaudi Editore, Torino, 1994
- Crisi tra le due guerre mondiali 1919-1939, di R.J. Overy - Il Mulino, Bologna, 1998
- Le origini del totalitarismo, di H. Arendt - Edizioni Comunità, Milano, 1967
- La dittatura tedesca, di K.D Bracher - Il Mulino, Bologna, 1978
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