Mondo cristiano e mondo musulmano
FEROCISSIME CROCIATE.
POI, NEGLI INTERVALLI,
INCONTRI E SCAMBI CULTURALI
Una relazione dello storico Franco Cardini sui rapporti fra i "cavalieri combattenti di Cristo" e gli analoghi gruppi arabi
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Le navi dei crociati assediano Costantinopoli |
di MARIO CELI
Cristianesimo e Islam, mondi paralleli che si sfiorano e si intrecciano, storicamente affiancati, perennemente "in guerra", saltuariamente "collusi". La Storia che si ripete: le accuse ai musulmani di avere contatti e accondiscendenze verso il mondo cristiano (o viceversa) non è di certo cosa recente. La polemica coinvolse (e in qualche maniera fu concausa della rovina) anche i Templari, l'ordine religioso combattente nato nel 1118-'19 a Gerusalemme, dopo la prima Crociata, i "poveri cavalieri di Cristo" che impugnano la spada ma hanno fatto il triplice voto di "povertà, castità e obbedienza". Gli storici arabi (ad esempio Usama, emiro cui i Templari consentivano di pregare Allah nella loro casa madre, che era anche la vecchia moschea di Al-Aqsa e anzi lo difendevano da chi, cristiano, voleva impedirglielo), riferiscono dei grandi contrasti sul come trattare con i Musulmani sorti tra i "poulain", cioè i Cristiani che vivono in Terrasanta e sono più accomodanti, e i Crociati che arrivano a più riprese in Palestina e predicano la guerra.