Fra i segreti della
Guerra Fredda uno dei meglio custoditi fu senza dubbio il
VENONA
PROJECT. Un progetto che, seguito ininterrottamente per quasi
quattro decenni dai maggiori crittologi al servizio dell'
intelligence
alleato, portò a individuare l'incredibile rete di spie che
l'Unione Sovietica era riuscita a attivare, a partire dagli anni '40,
negli USA e nel Regno Unito. Si rivelò fondamentale per
l'arresto di Kim Philby e l'intera vicenda Rosemberg, ma, come spesso
accade, il VENONA nacque con tutt'altra aspettativa. Nel 1943 il
colonnello Carter Clarke, allora comandante in capo all'
U.S. Army
Special Brench, una divisione del
Military Intelligence
del Dipartimento della Difesa, era venuto in contatto con alcune voci
in base alle quali l'URSS sarebbe stata interessata a un armistizio
con il Terzo Reich.
L'eventualità di un accordo russo-tedesco,
che dopotutto aveva un precedente nel patto Ribbentrop-Molotov di
pochi anni prima e veniva considerato credibile dagli analisti
americani, avrebbe avuto conseguenze disastrose per il fronte
alleato. Fu così costituita un'unità di modeste
dimensioni con il compito di decodificare la corrispondenza fra le
delegazioni sovietiche negli USA e Mosca. Il primo febbraio del 1943
iniziarono così le operazioni di quello che allora era
identificato come
the russian problem, e, attraverso una serie
di denominazioni, prima
Jade poi
Bride e
Drug,
fu infine classificato (era il 1961) come
VENONA.
Il progetto era alle dipendenze dell'
Army Security Intelligence Service,
precursore dell'attuale
National Security Agency, che aveva la
propria sede nell'Arlington Hall, nel Nord Virginia, precedentemente
utilizzato dall'
Arlington Junior College for Girls. In un
primo tempo il lavoro fu interamente assorbito dalla catalogazione
dell'imponente materiale a disposizione, oltre 5.000 messaggi
accumulati dalle agenzie USA a partire dal 1939.
I sovietici, che confidavano nell'inattaccabilità dei propri cifrari,
utilizzavano infatti canali del tutto trasparenti per ricevere e
inoltrare la corrispondenza con Mosca. In quei primi giorni fu Gene
Grabeel, una giovane donna fino a poche settimane prima insegnante di
economia domestica, a ottenere i risultati più soddisfacenti.
Un primo passo fu identificare quattro differenti tipologie, in cui i
dispacci furono suddivisi. A tal fine si rivelarono di estrema
utilità i successi ottenuti dai servizi finnico-nipponici. Non
si aveva però ancora idea a cosa corrispondessero le singole
categorie, fatta eccezione per i documenti, circa il 50% del totale,
riguardanti l'
AMTORG,
l'organizzazione sovietica per il
commercio, e la
Commissione per gli Acquisti. Alla legge
Land-Lease, con cui gli Stati Uniti offrivano alla potenza
eurasiatica, impegnata frontalmente contro le truppe dell'Asse, il
proprio supporto logistico e economico, era infatti seguita, da parte
russa, l'apertura di una serie di delegazioni in territorio USA.
Gli altri gruppi sarebbero stati individuati solo negli anni successivi e
interessavano la corrispondenza scambiata con il
Commissariato del
Popolo per gli Affari Esteri, con il GRU, il
Servizio segreto
militare sovietico, e con la sua sezione navale, non identificata
fino al 1946, e con l'NKVD, il
Servizio segreto sovietico,
individuato solo nel 1948. La presenza delle ultime due si rivelò
del tutto inaspettata per i militari americani e portò ai
risultati più sorprendenti. Con ben altre aspettativa agli
inizi del 1943, a capo del progetto, si trovava il tenente Zubko, un
linguista che si era distinto lavorando sui codici nipponici, ma
sotto cui il VENONA procedeva lentamente. Dopo poco, sempre nel 1943,
l'incarico venne trasferito al capitano Ferdinand Coudert, figlio di
uno dei Freres Coudert, legali di fama internazionale.
Il lavoro fu ripreso, ma Coudert, cui mancavano capacità criptanalitiche,
venne a sua volta sostituito dal maggiore William B. S. Smith. Frank
Lewis e il tenente Richard
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Il
colonnello Clarke, comandante in
capo dell'U.S. Army Special Brench |
Hallock, assegnato alla missione solo per
aver passato il test sul quoziente intellettivo e sulla conoscenza
della crittologia, creano la prima breccia nei cifrari. I codici
sovietici si basavano su un sistema a doppia codifica.
In una prima
fase i testi, principalmente in russo, venivano tradotti, parola per
parola, in una serie di cifre. Queste cifre erano poi suddivise in
gruppi di cinque cui venivano sommate ulteriori valori in base a
quella che a Arlington Hall fu chiamata una OTP,
One Time Pad.
Si trattava di una tabella da utilizzare una sola volta, il cui
numero corrispondente veniva segnato all'inizio del documento e
veniva distrutta immediatamente dopo l'impiego.
La sua unicità permetteva ai messaggi di essere indecifrabili tramite qualsiasi
approccio crittografico, e infatti lo sarebbero stati se ci si fosse
attenuti alle procedure. In un'epoca dove il calcolo computazionale
era ancora ai primordi la creazione degli OTP era però
particolarmente macchinosa e impiegava un numero considerevole di
personale. Accadde, come avrebbe più tardi testimoniato
all'FBI Elizabeth Bentley, un corriere sovietico la cui diserzione
agevolò notevolmente il controspionaggio USA, che, durante
l'avanzata tedesca, i russi si trovarono costretti a trasferire gli
uffici preposti allo sviluppo degli OTP da Mosca a Kuybisceff. Era un
momento particolarmente delicato per la stessa esistenza dell'URSS e
nella confusione generale qualche funzionario dovette dare ordine di
riutilizzare gli OTP.
Quando Hallock se ne accorse, e migliaia di
documenti della sezione Commercio erano stati elaborati con OTP
impiegati più volte, si aprì la possibilità di
penetrare i segreti del colosso comunista. Si dovette però
aspettare esattamente un anno, nel novembre 1944, quando le finalità
che avevano spinto il colonnello Clarke a avviare il VENONA erano
ormai state abbandonate, per ottenere un passo avanti significativo.
Lucille Campbell e Cecil Phillips avevano infatti individuato una
presenza ridondante di 6 nelle prime pagine dei documenti per l'NKVD.
Una caratteristica che sembrava poter essere agevolmente sfruttata
dagli elaboratori a scheda dell'IBM cui furono processati i primi
cinque gruppi dei cablogrammi commerciali. Genevieve Feinstein e Mary
Jo Dunning, supervisore dell'operazione, contavano infatti sulla
ripetitività delle righe iniziali. I tempi erano maturi perchè
si cercasse di ricostituire il libro utilizzato per la prima fase
della codifica dei comunicati dell'Amtorg. A tal fine una serie di
avvenimenti si rivelò provvidenziale. Nel 1945 Igor Gouzenko,
un agente del GRU addetto alla codifica dei segnali in quel momento
in missione a Ottawa, disertò consegnandosi inaspettatamente
alle autorità canadesi.
Portava con se più di un
centinaio di documenti dell'
intelligence militare sovietico e
non esitò a descrivere l'intensa attività di spionaggio
che l'URSS aveva attivato in Canada approfittando dell'alleanza
durante la Seconda Guerra Mondiale. In seguito alle sue rivelazioni
cinque agenti sovietici furono consegnati alla giustizia, fra cui un
deputato comunista del parlamento canadese. Le autorità USA,
informate dell'accaduto, poterono però approfittare degli
interrogatori per fare ulteriore luce nel sistema di codifica del
GRU. Si faceva però attenzione a non fare nessun riferimento
al VENONA, nonostante risulta difficile pensare che una serie di
domande mirate non abbiano potuto indurre Gouzenko a immaginare un
progetto di questo genere. I russi oltretutto ne erano stati
informati fin dal 1944 e si presume che lo stesso Kim Philby abbia
avuto più volte accesso alle stanze di Arlington Hall.
Le precauzioni adottate dall'
Army Security Intelligence Service
furono però tali da impedire ai sovietici di conoscere con
esattezza i termini del progetto e le informazioni ottenute. Ancora
più inaspettato, soprattutto per l'NKVD, che ne venne al
corrente solo dopo un periodo relativamente lungo e quando ormai era
impossibile preparare contromisure, fu la defezione di Elizabeth
Bentley. Nata nel 1908 nel Connecticut ( altre fonti localizzano le
sue origini a Rochester, nello stato di New York ) da una famiglia
della piccola borghesia e ottenuta la laurea al Vassar College,
proseguì gli studi in Italia seguendo un programma per una
sorta di studenti di scambio. Tornata negli Stati Uniti, ottenne un
master alla Columbia University dove entrò in contatto con la
Lega Americana contro la Guerra e il Fascismo.
Un'organizzazione in realtà controllata dal CPUSA, il
Partito
Comunista Americano, e, come molti altri giovani, fu attirata
verso il movimento comunista. Conobbe più tardi Jacob Golos,
la cui famiglia era emigrata in URSS negli anni '30, con il quale
iniziò una
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Meredith
Gardner (al centro) l'esperta che diede
un notevole contributo al "Venona project" |
lunga relazione. Negli anni successivi la Bentley
iniziò la sua attività nell'NKVD principalmente
fungendo da corriere fra Golos e i suoi contatti.
La morte di Golos
nel 1943 e la constatazione delle effettive condizioni di vita
nell'Unione Sovietica provocarono però una disaffezione nei
confronti del Partito fino a spingerla, nel 1945, alla diserzione.
Identificata dai messaggi del VENONA come
the clever girl, si
propose in un primo tempo come doppio agente al servizio degli USA.
Un compito che in breve tempo si accorse di non poter soddisfare.
Scelse allora di stendere un memoriale, circa 117 pagine da cui
partirono però una serie di indagini i cui rapporti coprono
tuttora interi scaffali. Non immaginava però che la lunga
serie di nomi, fra cui 27 appartenenti a personaggi che ricoprivano
cariche all'interno della stessa amministrazione USA, sarebbe stata
fondamentale per lo sviluppo del VENONA. Un altro evento che avrebbe
contribuito in maniera decisiva fu il recupero, nell'aprile del 1945,
di una serie di documenti che si pensava costituissero l'archivio
crittografico nei Balcani del Ministero degli Esteri nazista. In
realtà si trattava di materiale utilizzato dai tedeschi per
studiare lo stesso problema russo di interesse a Arlington Hall. Il
gruppo di analisti tedeschi aveva utilizzato il castello di
Burgscheideungen, dieci miglia a nord ovest di Friburgo, in Sassonia.
La fortezza, databile intorno al 1043, era di proprietà dei
conti von der Schulenburg dal 1721, il cui ultimo erede non nutriva
simpatie per il regime nazista. Questi accolse cordialmente le truppe
alleate che poterono prelevare la documentazione.
Si trattò
probabilmente di uno dei primi episodi della Guerra Fredda, perché
il maniero si trovava in una regione destinata a passere sotto il
controllo sovietico e gli americani affrettarono le operazioni
proprio per impedire che preziose informazioni cadessero nelle mani
dell'Armata Rossa. Il Conte celebrò la fine della guerra con i
militari USA e, probabilmente prevedendo il triste destino che
attendeva la Germania Orientale, si preoccupò che le sue
cinque figlie raggiungessero l'Occidente. Con la fine della guerra il
VENONA poté avvantaggiarsi del personale precedentemente
impiegato a lavorare sui codici giapponesi e tedeschi.
Fra questi
Meredith Gardner, un brillante linguista nella vita civile insegnante
di tedesco all'
Akron College in Ohio e impegnato, per tutto il
conflitto mondiale, nella sezione nipponica di Arlington Hall. Il suo
lavoro fu esemplare e nel 1946 iniziò a ricostruire
analiticamente il cifrario adottato dal KGB e a dedicarsi alla
traduzione di alcuni messaggi. Nel mese di luglio riuscì a
leggere un dispaccio inviato a Mosca nel 1944 il cui contenuto
riguardava le prossime elezioni presidenziali. Fu però nel
dicembre dello stesso anno che si ottennero i risultati più
sorprendenti. Lo stesso Gardner individua, all'interno di uno dei
tanti documenti studiati dal VENONA, una lista di diciassette
scienziati che in quel momento stavano lavorando sul
Manhattan
Project, la bomba atomica.
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Apreysan,
l'agente sovietico che
passò informazioni agli Stati Uniti |
I russi ne erano evidentemente al
corrente e erano riusciti a infiltrare all'interno dei laboratori una
fitta rete di informatori. L'operazione ENORMOZ, termine con cui era
stato individuato dai sovietici il piano per impadronirsi dei segreti
nucleari USA, godeva evidentemente di priorità assoluta
all'interno dell'intero apparato spionistico comunista.
A differenza
di quanto avveniva normalmente, il GRU, l'NKVD e il CPUSA, da cui
provenivano gran parte degli agenti sovietici, ma era destinato a
attività di propaganda, unirono tutti i propri sforzi per
concludere con successo la missione. In seguito alle testimonianze di
Gouzenko e della Bentley, Nunn May era stato consegnato alla
giustizia e condannato a dieci anni di reclusione, ma altri stavano
eseguendo lo stesso compito. Primo fra i sospetti fu Theodore Hall,
uno scienziato che, vicino agli ambienti comunisti USA, era stato in
effetti avvicinato da Sergei N. Kurnakov, un agente sovietico, almeno
dal 12 novembre 1944.
I documenti del VENONA fornirono prove
incontestabili sulla sua identità e da lui si potè
risalire a altri tecnici e scienziati che, fedeli più a Mosca
che a Washington, avevano provveduto a passare al nemico segreti
militari. Da Hall si fu in grado di risalire a Saville S. Sax, nei
documenti del VENONA identificato come OLD, compagno di stanza dello
scienziato a Harvard, e Bernard Schuster, un attivista del CPUSA il
cui ruolo rimane però tuttora ignoto. Evidente fu però
il fatto che il gruppo agiva sotto la coordinazione di Leonid
Kvasnikov, un ingegnere dell'Amtorg in quel momento a New York. Al
suo fianco Semyon Semyonov, TWAIN, uno scienziato in grado di
comprendere i rapporti dei tecnici del Manhattan Project. Fra questi
il prof. Israel Halperin, contattato dal GRU e citato dalla
confessione di Gouzenko, e il prof. Gold, che nel 1949 avrebbe
ammesso di avere lavorato al servizio dell'URSS sin dal 1935. Il
tribunale lo condannò a 30 anni di reclusione, ma ben altro
attendeva i membri del complotto. Sempre i documenti del VENONA
parlavano infatti di un certo CALIBRE, che avrebbe contribuito al
furto di una piccola quantità di uranio arricchito.
CALIBRE
non lavorava però direttamente con Mosca, ma tramite ANTENNA,
più tardi chiamato LIBERAL. ANTENNA guidava personalmente
un'ampia rete di spie che nel 1944 contava fino a 8 agenti. Un numero
di cui i militari americani furono informati da Apreysan, un agente
sovietico negli USA, che temeva per l'eccessivo carico di lavoro
assunto dal collega. Un ulteriore messaggio decrittato dal VENONA
rivela che l'11 luglio 1944 venivano acquistate in Messico due
macchine fotografiche tedesche destinate a ANTENNA e a OFFICE. Con
LIBERAL lavorarono WASP, CALIBRE, YOUNG, ARNO, METER e altri, tutti
tecnici o scienziati. I risultati da loro ottenuti furono essenziali
perché i sovietici mantenessero il proprio livello tecnologico
alla pari con quello USA nei primi anni della Guerra Fredda.
Fra i
segreti rubati l'AN/APQ-7, un radar a alta risoluzione per
l'aviazione, il sistema di controllo elettronico destinato ai
bombardieri B-29 e sviluppato dai Bell Laboratories, e anche del
materiale fondamentale per lo studio della bomba atomica. Fu proprio
grazie a un messaggio decifrato dal VENONA che parlava della moglie
di ANTENNA, Ethel, di 29 anni, che si riuscì a identificare la
spia comunista come Julius Rosemberg, impiegato all'
Army Signal
Corps fino al 1944 quando le sue simpatie politiche spinsero le
autorità militari a rimuoverlo dall'incarico per motivi di
sicurezza. Con lui furono arrestati Morton Sobell, probabilmente
RELAY, successivamente condannato a 30 anni e David Greenglass,
CALIBRE, suo cognato.
Furono le testimonianze di quest'ultimo a
pesare significativamente durante il processo ai coniugi Rosemberg,
tristemente conclusosi con la loro condanna a morte. Il caso destò
scalpore in tutto il mondo, si parlò di una sentenza
giustificata dall'antisemitismo dei giurati, pilotata dalle volontà
persecutorie dell'FBI e i Rosemberg sono tuttora agli
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Fra i
segreti rubati
l'AN/APQ-7,
un radar ad alta
risoluzione
per l'aviazione
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occhi di molti
dei martiri dell'anticomunismo americano. Di ben diverso parere
sarebbe stata l'opinione pubblica se nell'aula di tribunale fossero
stati presentati i documenti del VENONA, ma Arlington Hall preferì
non lasciare trapelare l'esistenza del progetto.
Paradossalmente un
simile comportamento favorì, in più di un'occasione,
l'assoluzione di numerose spie sovietiche, ma non nel caso dei
Rosemberg. La sventurata coppia non fu però l'unica fonte
dell'operazione ENORMOZ e scienziati di ben altra statura diedero i
loro contributi. Come riporta uno stesso agente sovietico è
però da notare che non tutti gli informatori erano coscienti
di esserlo. Spesso bastava una discussione fuori luogo o una
leggerezza per far cadere in mano al nemico informazioni
classificate. Lo stesso Oppenheimer, BILL of EXCHANGE, fu sospettato
di spionaggio.
Fra i suoi conoscenti rientravano probabili agenti del
GRU e indiziati dall'FBI. Il fratello Frank, la moglie Kitty e la
cognata Jackenett facevano parte del CPUSA e il grande fisico riferì
di aver ricevuto la proposta di tradire gli Stati Uniti. Per motivi
di sicurezza l'
Atomic Energy Commission lo allontanò
dalle ricerche nel giugno del 1954. Più probabile è
invece il coinvolgimento di Enrico Fermi, le cui simpatie comuniste
non erano un segreto, e Bruno Pontecorvo, suo protetto. Esistono
prove certe che Grigori M. Kheiffets abbia avvicinato Pontecorvo fin
da quando viveva a Roma e alcuni dispacci del VENONA danno piccoli
indizi sulla sua collaborazione con l'URSS. Quel che invece è
senza ombra di dubbio è il coinvolgimento a tutti i livelli
del CPUSA e di analoghe associazioni di stampo marxista all'interno
della rete spionistica USA. Spesso gli organi di partito venivano
utilizzati semplicemente per avvicinare gli attivisti all'Unione
Sovietica e assicurarsi la loro fedeltà. Un altro terreno
fertile per il reclutamento furono gli immigrati dal vecchio impero
zarista le cui famiglie si trovavano ancora nella terra di origine e
facilmente ricattabili. Il VENONA fu di estrema utilità per
portare alla luce, legami di questo tipo fra MOSCA e oltre trecento
cittadini americani, molti dei quali non ancora identificati.
La GCHQ
e l'MI5, i servizi britannici, entrati nel VENONA nel 1945, si
concentrarono principalmente su questo aspetto nel tentativo di
smascherare una serie, rivelatasi poi numerosa, di agenti russi
infiltratisi negli apparati governativi. A tal proposito, fra il 1948
e il 1951 fu portato avanti un progetto parallelo a quello di
Arlington Hall a Camberra. Fu assegnato all'operazione sir Percy
Sillitoe che nel febbraio 1948 raggiunse Sidney. I sovietici avevano
aperto la prima missione diplomatica in Australia nel 1943, il cui
responsabile, il colonnello Viktor S. Zaitsev era infatti un uomo del
GRU, affiancato da Semen I. Makarov dell'NKVD.
Alla prova dei fatti
le autorità della Corona istituirono un organismo ad hoc,
l'ASIO, l'
Australian Security and Intelligence Organization,
sotto la responsabilità del
Commonwealth Investigation
Branch. Roger Hollis, un ufficiale dell'MI5, e sir Geoffrey Reed,
posti a capo dell'operazione, riuscirono a smascherare l'attività
di Jim Hill, Ian Milner e Wally Clayton. Anche in questo caso le
accuse erano però difficilmente sostenibili senza l'ausilio
dei documenti del VENONA e gli agenti sovietici trovarono il pieno
appoggio della sinistra australiana. Giunto a conclusione il primo
ottobre 1980, l'esistenza del VENONA Project fu però ammessa
solo nel 1995. Tuttora la maggior parte dei documenti sono in fase di
declassificazione e il loro studio sarà essenziale per
rivelare molte verità sulla Guerra Fredda e i suoi misteri.