Lo inventò nel 1223 per ricordare
più suggestivamente la nascita di Cristo
FRANCESCO DASSISI
SANTO REGISTA
DEL PRIMO PRESEPE
di PAOLO DEOTTO
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| San Francesco d'Assisi |
Levangelista Luca ci narra che "... In quel tempo fu emanato un editto da
Cesare Augusto per il censimento di tutto lImpero ... Giuseppe salì dalla Galilea
per recarsi in Giudea, nella città di Davide chiamata Betlemme, perché egli era della
casa e della famiglia di Davide, per farsi iscrivere insieme a Maria, sua sposa, che era
incinta. Or, mentre si trovavano là, si compirono i giorni in cui ella doveva avere il
bambino... lo avvolse in fasce e lo adagiò in una mangiatoia, perché allalbergo
non cera per loro posto. Vi erano in quella regione dei pastori che pernottavano in
mezzo ai campi per far la guardia al proprio gregge. Or, un Angelo del Signore apparve
loro e la gloria del Signore li avvolse di luce, sicché furono presi da grande timore. Ma
lAngelo disse loro: 'non temete; ecco, vi porto una lieta novella, che sarà di
gioia per tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide il Salvatore, che è
Cristo Signore. Questo vi servirà di segno: voi troverete un bambino in fasce, adagiato
in una mangiatoia'... Allora se ne vennero in fretta e trovarono Maria con Giuseppe e il
Bambino adagiato nella mangiatoia...". E levangelista Matteo ci narra che
"... dei Magi arrivarono dallOriente a Gerusalemme, e chiesero:
"dovè il Re dei Giudei, nato da poco? Perché noi abbiam visto la sua stella
in Oriente, e siamo venuti per adorarlo...ed ecco la stella, che avevano veduto in
Oriente, li precedeva, finché, giunta sul luogo ove era il fanciullo si fermò...".
E così, con due brevi citazioni evangeliche, abbiamo raccolto i personaggi principali che
non mancano in nessun presepe del mondo: Gesù Bambino, Maria e Giuseppe, i pastori e i Re
Magi. La nostra società, detta "società dei consumi" perché, a nostro parere,
si sta rapidamente consumando, ha fatto di tutto per insegnarci che il Natale è un
orrendo guazzabuglio che serve principalmente ad incrementare il commercio nei più
diversi settori e ad elevare il tasso di colesterolo.
FRATE SCULTORE Ma
nella gran parte delle nostre case è ancora vivissima la tradizione di "fare il
presepe", per ricordarci che il Natale è la festa della nascita di Gesù, è
lannuncio di quel paradosso che vede il Salvatore del mondo adagiato in una
mangiatoia, e dei miseri pastori scelti come primi testimoni dellevento che ha
riscritto la storia degli uomini. Non è forse vero che ogni anno restiamo un po
stupiti a guardare quelle statuine, non è forse vero che ci mancherebbe qualcosa il
giorno in cui, in quel solito angolo della casa, non si allestisse il presepe? Quando una
tradizione è così radicata, ci sembra che sia esistita da sempre; e invece l
usanza di rappresentare la nascita del Salvatore fu introdotta solo nel 1223, da
quelluomo che fu definito "tra tutti il più somigliante a Cristo": San
Francesco dAssisi. Il presepe quindi è italianissimo: inventato in Italia dal Santo
che è Patrono dItalia. Nei giorni prossimi al Natale del 1223 Francesco si trovava
con alcuni suoi frati nel paese di Greggio, vicino a Rieti. Rattristato perché gli pareva
che il popolo intendesse il Natale solo come occasione di feste e banchetti e non come
ricorrenza religiosa, volle "rappresentare" col maggior verismo possibile
lavvenimento del Natale, ricordando anche lorigine umilissima di nostro
Signore.
Ora, proprio nelle campagne di Greggio vi era una grotta usata da alcuni contadini come
ricovero temporaneo per le bestie, e Francesco chiese di poterla utilizzare "A Gloria
di Nostro Signore, per rappresentarvi la sua nascita e la Sua Santa Famiglia". Egli
stesso intagliò nel legno la figura di un bimbo che pose in una mangiatoia; portati poi
nella grotta un asino e un bue veri, chiese ad alcuni popolani di voler interpretare i
personaggi di Maria, di Giuseppe e dei Pastori che per primi videro il Salvatore. Quella
che doveva essere una "sacra rappresentazione" limitata alla Notte di Natale si
ripeté invece per giorni e giorni, perché la voce di quanto aveva realizzato San
Francesco si era sparsa con eccezionale rapidità, e dai paesi vicini si mosse una
moltitudine di persone che voleva vedere il "presepe". E questo fu linizio
di una tradizione portata poi per il mondo dai frati.
LORIGINE DEL NOME Perché il nome "presepe" o "presepio"? Comunemente diciamo
che Gesù è nato in una stalla, ma questo non è esatto. Il "praesepium" di cui
ci parla San Luca era una costruzione destinata a riparo per i cavalli e le bestie da soma
e dove si rifugiavano anche i viaggiatori quando non trovavano posto altrove. Spesso il
praesepium constava semplicemente di due pareti costruite a ridosso di una grotta. Tale
era il luogo in cui nacque Gesù, che fu deposto in una mangiatoia, che venne poi portata
a Roma e conservata nella Basilica di Santa Maria Maggiore, mentre sulla Grotta
SantElena, madre di Costantino, fece costruire la Chiesa della Natività.
Quando San Francesco ideò il primo presepe era già in fama di grande santità: sarebbe
morto tre anni dopo, e dopo soli due anni dalla morte (caso unico nella storia della
Chiesa) proclamato Santo. Ogni suo gesto, ogni sua parola erano tenuti in grandissimo
conto da tutta la cristianità e la rappresentazione della nascita di Cristo fu subito
imitata. Naturalmente il presepe vivente, di grande suggestione, non era però sempre di
facile realizzabilità e soprattutto era vivo il desiderio di portare il presepe in ogni
casa. Si ignora il nome del primo realizzatore del presepe composto interamente da
statuette, ma la tradizione vuole che San Francesco, gravemente sofferente di malattie
agli occhi, affidò lanno successivo (siamo dunque nel 1224) ad un suo zelante frate
il compito di scolpire alcune statuine in legno di Gesù Bambino, per portarle nei
numerosi paesi che le chiedevano, volendo realizzare delle "sacre
rappresentazioni" con una statuina proveniente dal convento di colui che per il
popolo era già un Santo. Le statuine di Gesù Bambino furono così ben realizzate da
indurre San Francesco a invitare il frate, che si era rivelato un così abile
intagliatore, a scolpire anche gli altri personaggi, affinché il presepe potesse anche
entrare nelle case a confortare ogni famiglia.
FOLLA DI STATUINE Vera o non vera che sia questa voce, sta di fatto che già pochi
anni dopo la prima rappresentazione del presepe a Greccio, in molti altri paesi non solo
si ripetevano ad ogni Natale le "sacre rappresentazioni", ossia i presepi
viventi, ma anche si sviluppava un artigianato che in diversi casi è arrivato sino ai
giorni nostri, a testimonianza di una fede popolare vivissima. Infatti, insieme ai presepi
artistici si svilupparono sempre di più opere semplici ed anche presepi sempre più
elaborati, che nascevano anche dal desiderio di ogni categoria di lavoratori di dimostrare
la propria devozione a Cristo. Sappiamo che furono i pastori a visitare per primi il
Bambino; ma nel corso degli anni e dei secoli il presepe si affolla e sempre più si
afferma la tendenza a costruire attorno alla Grotta di Betlemme un mondo vario, dove
trovano posto lavandaie, formaggiai, pescivendoli, taglialegna, fornai, calzolai, oltre ai
più diversi animali, a simboleggiare tutte le creature che vengono a vedere il Salvatore.
Sarebbe impossibile elencare tutti i paesi che vantano secolari tradizioni in materia di
presepe. Ne elencheremo solo alcuni, né gli altri se ne abbiano a male dato che il nostro
spazio è necessariamente limitato.
Anzitutto bisogna ricordare Greccio: nel paese patria del presepe si rappresenta ogni anno
la nascita di Gesù, come la volle San Francesco quella notte del 24 dicembre 1223. Il
presepe vivente di Greccio è noto universalmente e richiama ogni anno migliaia di
persone. Ma non da meno è Rivisondoli, in Abruzzo: anche qui il presepe vivente ha una
tradizione che si vuole risalga a pochissimi anni dopo quella di Greccio. A Rivisondoli la
rappresentazione della nascita di Gesù è un avvenimento preparato da un anno
allaltro: viene infatti indetto annualmente un concorso internazionale per le
ragazze tra i 15 e i 21 anni, per decidere chi vestirà i panni della Vergine, mentre il
ruolo di Gesù spetta allultimo bambino nato nel paese. A San Severino Marche, in
provincia di Macerata, il presepe vivente coinvolge tutta la città, spostandosi la
rappresentazione da un luogo allaltro: la grotta di Betlemme, la corte di Re Erode,
la Sinagoga, le porte della città.
TRASPOSIZIONI MODERNE Ma altri paesi hanno invece una secolare tradizione di costruzione di statuine.
La vita frenetica del giorno doggi ha fatto sì che anche le statuine del presepe
nascano da stampi di plastica e trovino smercio nella "grande distribuzione". Ma
chi potrà mai sostituire il fascino e il sapore che hanno i presepi artigianali? Se
andiamo in Friuli, a Sutrio, possiamo trovare le figure del presepe fatte con carta,
legno, stoffa, foglie di pannocchia, tela di sacco, pasta di pane o ceramica. Tra i
numerosissimi presepi che vengono allestiti il più famoso è il "Presepe di
Teno", che ha oltre un secolo di vita e che viene abbellito anno per anno, in cui le
statuine in movimento riproducono i vari mestieri e tradizioni della Carnia: il taglio e
il trasporto del fieno, la filatura e la tessitura delle stoffe, il lavoro al mulino, la
segheria, la festa di nozze, e così via.
A Napoli, nel quartiere di San Gregorio Armeno, si allestisce ogni anno un grandissimo
mercato del presepe. Centinaia di bancarelle espongono statuine di ogni tipo, da quelle
più tradizionali a quelle che addirittura riproducono i personaggi più famosi dello
spettacolo, della politica, dellattualità, come a voler significare che la nascita
di Gesù non è un mero ricordo, ma ci coinvolge sempre, nella nostra vita di tutti i
giorni. E per restare ancora tra i custodi della tradizione, vogliamo ricordare Lecce,
dove i presepi di cartapesta hanno una storia di almeno due secoli. Le statuine vengono
fatte tuttora interamente a mano da abili artigiani, che le costruiscono come si faceva un
tempo.
Assurdo, vero? Nessuno di questi pazienti costruttori di presepi dei diversi paesi che
abbiamo citato diviene certamente ricco col suo mestiere: evidentemente cè qualcosa
di più che spinge a continuare a raffigurare la nascita del Salvatore con un lavoro
faticoso, fatto con le proprie mani, quel "qualcosa in più" per cui, con tutto
il nostro progresso e la nostra scienza, ogni anno ci troviamo stupiti a rimirare una
statuina che raffigura un bimbo nato un paio di millenni fa.
UN MUSEO INTERNAZIONALE Abbiamo finora fatto un gran giro dItalia del presepe, non tanto per
nazionalismo natalizio, ma perché, come dicevamo, lItalia è la patria del presepe
e il paese in cui questa tradizione si è di più radicata. Rimandiamo gli amici lettori
che volessero ampliare ulteriormente le loro conoscenze sulla storia dei presepi al Museo
del Presepe di Dalmine (Bergamo), località Brembo, tel. 035/563383. Questo museo,
internazionalmente conosciuto, raccoglie presepi italiani ed europei. E volendo appunto
dare unocchiata fuori dai nostri confini, non possiamo non citare la città
austriaca di Steyr, in cui la tradizione del presepe viene fatta risalire al 1695 quando
un giovane di nome Ferdinand Sertl, epilettico, si affidò a Nostro signore per guarire
dalla malattia che lo affliggeva.
Pose allinterno di un albero cavo una statuina in cera di Gesù Bambino e vi pregò
dinanzi quotidianamente per lungo tempo, finché non ottenne la grazia della guarigione.
Attorno alla statuina miracolosa venne costruita in un primo tempo una cappella e poi, nel
1708, lattuale santuario, affollatissimo durante la messa natalizia di mezzanotte. A
Steyr il periodo dellAvvento vede fiorire moltissime iniziative, tutte incentrate
sul presepe, e in particolare sui presepi meccanici. Proprio a pochi passi dal Santuario
che abbiamo citato si può ammirare il presepe permanente denominato "Karl
Klauda", in cui ogni figura è in movimento, con un complesso sistema di trasmissioni
a catene ed ingranaggi, realizzato in ben quaranta anni di lavoro. Steyr vanta anche il
primato del presepe più grande del mondo, il "Pottmesser", che viene montato
ogni anno su unarea di 60 metri quadrati, ed è formato da 778 statue di legno di 20
- 30 centimetri di altezza. Altra tradizione di questa città austriaca sono i
"presepi della Valle dellEnns", o "presepi in scatola". La scena
della natività viene allestita in una scatola di legno chiusa da un vetro. Il tutto viene
appeso alle pareti o ai davanzali delle finestre. Infine, nella frazione di Steinbach, si
trova la Krippenausstellung: una mostra di presepi provenienti da tutto il mondo e fatti
con i materiali più disparati, dal cristallo, alla stagnola, fino ai fiammiferi.
UNA CURIOSITA STORICA Centinaia di anni fa San Francesco volle rappresentare la nascita di Gesù; da
allora il presepe si è sparso nel mondo e resta limmagine insostituibile del
Natale. La stella che guidò i Magi continua evidentemente a guidare tante persone che
caparbiamente, nonostante tutto lo smarrimento del mondo in cui viviamo, continuano a
sentire in cuor loro quel messaggio che lAngelo diede ai pastori: "non temete;
ecco, vi porto una lieta novella..." E da ultimo, vorremmo chiudere con una piccola
curiosità storica: la Chiesa ha fissato, dal sesto secolo, la data della nascita del
Salvatore sulla base degli studi fatti da Dionigi il Piccolo stabilendo il 25 dicembre
dellanno 754 dalla fondazione di Roma. Ma il confronto con gli anni dei censimenti
ordinati da Augusto fanno ritenere che Gesù sia nato tre o quattro anni prima. Quindi,
poiché gli anni si conteggiano dallanno di nascita di Gesù, potremmo già essere,
quando questo articolo sarà pubblicato, nel 2001 o nel 2002. La cosa non è di grande
interesse; ben di più ci interessa concludere queste brevi note sulla storia del presepe
con un vivo augurio ai nostri lettori, perché ogni giorno del nuovo anno, che sia 1998,
2001 o 2002, porti loro serenità e pace.

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