di SANDRO CHITI
![]() |
| Qui sopra e sotto la riproduzione di due raccolte jacovittiane |
VIGNETTE PAZZE Le tavole di Jacovitti
diventano sempre più affollate, non solo perchè il nostro é appunto di una prolificità
inarrestabile, ma perché sembra che non gli basti mai lo spazio per esprimere tutte le
strampalerie che di certo gli vengono in mente mentre disegna altre strampalerie. E così
le tavole di Zorry Kid, tanto per fare un esempio, vengono corredate di una striscia
supplementare, in testa o in calce, dove compaiono vignette che nulla hanno a che fare con
la storia principale. Esempio: mentre vediamo il Capitano Malandero a rapporto dal
governatore della California, Don Pedro Magnapoco (che ha appena imposto una vessatoria
tassa sulle dentiere e sta impartendo i soliti e inutili ordini di arresto per Zorry Kid),
se alziamo gli occhi troviamo una vignetta dove è disegnato un piede che spunta da una
gamba biforcuta; la didascalia dice: "piede pirlipon. S'attruga spesso nei bistronghi
tarlatanati". Sfidiamo qualsiasi dottissimo critico del fumetto a trovare i profondi
e reconditi messaggi contenuti in tutto ciò. Già, perché è proprio per questo che
saremo sempre grati a Benito Jacovitti: ha saputo farci divertire. In un'epoca che
diventava sempre più musona e grigia, egli ha fatto irruzione con la delicatezza di un
panzer, è venuto a portarci il buonumore, la risata bislacca, il gusto di essere
svincolati da ogni logica. Non ha mai avuto la pretesa di insegnarci qualcosa, e in questo
modo ci ha dato un grande insegnamento: divertirsi e far divertire gli altri fa bene, fa
un gran bene. Il disegno di Jacovitti è troppo personale per poter essere imitato, e
infatti tutti quelli che hanno tentato di scimmiottarlo sono caduti miseramente, così
come è impossibile imitare il suo umorismo, perché è totalmente suo. Ma soprattutto (e
lo diciamo con compiacimento) sono sempre miseramente caduti tutti quei
"critici" afflitti da una malattia che fino a qualche anno fa aveva carattere
epidemico: la "classificomania". E' una malattia strana, che porta il paziente
ad emettere continui giudizi sul prossimo, classificandolo come "di destra",
"di sinistra", "di centro", "di centrodestra", eccetera. E
per i contagiati dalla classificomania Jacovitti non poteva che essere fascista, visto che
nel 48 aveva fatto vignette di propaganda elettorale contro il Fronte Popolare.