SCHEGGE DI STORIA
MUSSOLINI NEL 1927:"PERSEGUITATI
GLI ANTIFASCISTI? STUPIDAGGINI!"
a cura di SERGIO CHITI
Il testo qui riprodotto
è stato tratto dal volume VI
della raccolta
"Mussolini - Scritti e discorsi"
pubblicata da
Enrico Hoepli editore - Milano 1934


Il discorso dell'Ascensione

"Con questo nome è passato alla storia politica d'Italia il presente discorso, pronunciato da Sua Eccellenza il Capo del Governo alla Camera dei Deputati, nella tornata del 26 maggio 1927, giorno dell'Ascensione. Si tratta di un discorso ciclico, che accoglie in una sintesi vastissima e completa - non solo la prassi - ma anche le idee-forza della politica fascista. E' uno dei più vasti e complessi discorsi del Duce, ed ha valore fondamentale per conoscere la storia e lo sviluppo del Regime fascista: si ha in queste pagine tutto il quadro dell'attività statale e governativa, culminante nella nuove e più vaste funzioni assegnate ai Prefetti; si ha la visione della politica sociale e demografica; si scorge in piena la completa opera di risanamento umano compiuta dal Regime in alcune regioni d'Italia. Il discorso, organicamente costruito, costituisce a sé una piccola opera completa che - mentre spiega i rapporti intercedenti fra le diverse attività - illumina e preannuncia il successivo svolgimento della politica fascista."
(Introduzione del dott. Valentino Piccoli, curatore del volume)


«Onorevoli deputati fascisti
. Vengo alla terza parte del mio discorso. L'azione politica dello Stato fascista. Voi ricordate in quale circostanza io assunsi il Ministero dell'Interno. Ricordate la grande giornata del 31 ottobre, a Bologna: uno spettacolo incomparabile ed insuperabile, che non sarà mai dimenticata da coloro che lo hanno visto e vissuto. Ricordate il trascurabile incidente della sera. Ci fu un'emozione profonda in Italia, e bisognava prendere della misure. Bisognava che la Rivoluzione puntasse i piedi contro l'anti-rivoluzione. Fu allora che su questo foglio di carta scritto di mio pugno, a lapis, come vedete, dettai le misure che si dovevano prendere: ritiro e revisione di tutti i passaporti per l'estero; ordine di far fuoco senza preavviso su chiunque sia sorpreso in procinto di valicare clandestinamente la frontiera; soppressione di tutte le pubblica- fasciste quotidiane e periodiche; scioglimento di tutte le associazioni, organizzazioni e gruppi antifascisti o sospetti di antifascismo; deportazione di tutti coloro che siano sospetti di antifascismo, o che esplichino una qualsiasi attività contro-rivoluzionaria, e di chiunque porti abusivamente la camicia nera; creazione di una polizia speciale in tutte le regioni, e creazione di uffici e di investigazione e di un Tribunale speciale. Federzoni, che è un soldato fedele alla consegna, volle ritornare al ministero al Ministero delle Colonie, ma volle, prima di ritornare al Ministero delle Colonie, elaborare queste misure e presentarle con la sua elaborazione al Consiglio dei Ministri. Questo va notato e ricordato. Queste misure sono state applicate. Sono state applicate con intelligenza, perché bisogna essere molto intelligenti nel fare opera di repressione.
Tutti i giornali d'opposizione sono stati soppressi; tutti i partiti antifascisti sono stati sciolti, si è creata la Polizia speciale per Regioni, che rende già segnalati servizi; si sono creati gli uffici politici di investigazione; si è creato il Tribunale Speciale che funziona egregiamente e non ha dato luogo a inconvenienti e meno ne darà, specialmente se si adotterà la misura escludere dalle sue mura l'elemento femminile, il quale spesso porta nelle cose serie il segno incorreggibile della sua frivolezza. È stata applicata la pena del confino.
Perché ho detto che in quest'opera bisogna essere intelligenti? Perché la opposizione, in Italia, non bisogna esagerarla, come è forse stato fatto. È stata più bagolistica che altro; ha versato molto inchiostro; ma, in realtà, in questi cinque anni di Regime fascista non vi è stata che la manifestazione collettiva del cosiddetto «soldino », e bastò l'apparire di poche autoblindate tra Messina e Palermo per farla finire. Poi c'è stata la grande carnevalata del!'Aventino, nella seconda metà del 1924; ma gli oppositori non sono usciti mai dalle trincee giornalistiche e, del resto, io li avrei aspettati nelle altre trincee. C'è stata poi la serie fastidiosa degli attentati, fastidiosa per voi.
Quanti sono questi confinati? Sarà tempo di dirlo, poiché all'estero si è parlato di 200.000 confinati e nella sola Milano ne sarebbero stati rastrellati 26.000. È stupido, prima di essere vile. Distinguiamo intanto i confinati nelle loro due categorie: i confinati comuni e i confinati politici. Spero che per i confinati comuni nessuno vorrà impietosirsi. Si tratta, in generale, di autentiche canaglie, ladri, sfruttatori di donne, venditori di stupefacenti, che devono essere tolti rapidamente dalla circolazione, strozzini, ecc. Forse le categorie di confinati comuni saranno aumentate. I confinati comuni sono in tutto 1527.
(Voci: «Pochi! Pochi! »). Mussolini: "Sono appena 5 mesi che il confino funziona".
Veniamo ai politici. Sono stati diffidati 1541 indivi- dui; ne sono stati ammoniti 959; sono alle isole 698. Sfido chiunque a smentire l'attendibilità di queste cifre, che, come vedete, sono modeste. Ma nessuno di questi confinati vuol essere antifascista e qualcuno ha l'aria di essere fascista. Difatti, al 21 maggio dell'anno in corso, su 698 confinati hanno dichiarato di non aver svolto alcuna politica 61; di avere da tempo cessato ogni attività politica 286; di non avere svolto attività sovversive 185; di avere da tempo cessato ogni attività sovversiva 182; di non avere appartenuto a partiti politici di essersi dimessi da tempo da partiti politici 69; fatto atto di sottomissione al Regime 29; hanno confermato le proprie idee politiche 21; non hanno fatto affermazione di carattere politico 52.
Ma qui c'è un carteggio interessante dal punto di vista umano. Non dirò il nome di coloro che mi hanno mandato queste missive, che sono interessanti. Il fatto che quasi tutti i confinati si sono rivolti a me, deve essere considerato come uno del prn grandI successi del Regime fascista; prima di tutto, perché nessuno di voleva avere la taccia di essere antifascista, e in secondo luogo perché tutti, nonostante i loro precedenti, sapevano che potevano rivolgersi a me se erano meritevoli di giustizia. «lo credo - dice uno - che l'avere professato idee massimaliste e l'avere esercitato un mandato parlamentare nell'ambito delle vigenti leggi non possa costituire una legittima ragione di provvedimenti contro di me". «Ho militato nel partito comunista fino a ieri; - dice un altro - non essendo più il partito riconosciuto come organismo politico del Paese, mi dimetto".
Il signor X dichiara di essere deciso a rinunciare ogni attività politica; il signor Y scrive che l'aver seguito idealità politiche non ortodosse non stabilisce sic et simpliciter l'opportunità di adottare così grave misura come quella decisa nei suoi confronti; un altro promette di lasciare ogni forma di attività politica e di ritirarsi a Santa Margherita Ligure. È un bel posto. «lo predicai il marxismo - dice un altro - secondo la legge della evoluzione intesa dialetticamente». Il signor Z "si era adoperato, per quanto gli era stato possibile, per ottenere che il partito mutasse tattica". Non c'è riuscito.
"Riaffermo il mio patrimonio ideale; ma mi sono ritirato da tempo a vita privata».«Fu solo in questi ultimi tempi che si delineò l'ordinamento corporativo che mi ha chiarito le idee». Un altro dice che sospenderà ogni attività per tutto il tempo del Regime fascista. Sono documenti le hanno un interesse vivo dal punto di vista dell'umanità.
Ora, questi confinati non si trovano certamente in una posizione brillante, ma non esageriamo. Ricevono intanto 10 lire al giorno rivalutate; sono stati divisi dai detenuti comuni; sono stati concentrati in solo due isole. Taluno ha parlato di amnistia. No, signori, niente amnistia, non se ne parla di amnistia fino al 1932, e se ne parlerà nel 1932, se, come mi auguro, non sarà necessario prorogare le leggi speciali. Ma il diniego dell'amnistia collettiva non impedisce di fare i condoni individuali, soprattutto quando sono raccomandati dai fascisti, e qual- , e qualche volta anche da interi direttorii fascisti. Con quali criteri io procedo quando si tratta di condonare? Tengo prima di tutto conto del passato di guerra del confinato. Evidentemente, se è un mutilato, un decorato, un combattente, esso ha il titolo superiore agli altri; poi delle condizioni di famiglia e di salute; poi anche delle dichiarazioni che il ricorrente fa. Terrore, signori, questo? No, non è terrore, è appena rigore. E forse, nemmeno, è igiene sociale, profilassi nazionale. Si levano questi individui dalla circolazione come un medico toglie dalla circolazione un infetto.
Ma poi, chi sono coloro che rimproverano alla più umana delle rivoluzioni il terrore? Ma qui non si ha più l'idea di quello che sia stato il terrore? Il terrore delle altre rivoluzioni, il terrore, ad esempio, della rivoluzione dalla scaturirono i cosiddetti immortali principi! Quale terrore era quello che ghigliottinava venti teste in media ogni mattina in piazza della Maddalena? Ma quale terrore era quello che ha annegato migliaia di persone nei fiumi, che ha scannato migliaia di persone in prigione, che ha mandato alla ghigliottina un chimico come Lavoisier, un poeta come Andrea Chenier, decine digiuristi, che ha distrutto regioni intiere, che ha seminato la devastazione e la morte dovunque, che non ha rispettato né giovani, né vecchi, né donne, né bambini nè civili, né sacerdoti, che aveva per massima che per fare una rivoluzione bisogna tagliare molte teste? C'è bisogno che vi dia la bibliografia del terrore? No, voi la conoscete, ma consiglio di leggere un libro, che è un vient de paraître ed è intitolato: Le suppliziate del Terrore. È la storia delle 2000 ghigliottinate, spesso la madre insieme con le figlie, spesso l'intiera famiglia, e spesso, quello che più conta, non si trattava di aristocratici: si trattava di povera gente sorpresa con un Cristo sul petto. Sepolcri imbiancati! Sepolcri pieni di fetido elemento, non parlate di terrore quando la Rivoluzione fascista fa semplicemente il suo dovere: si difende!
E' accaduto che si è devastato qualche studio di avvocato, qualche biblioteca di professore. Lo deploro. Ma tra il 1789 e il 1793 - badate bene che non voglio fare un ridicolo processo alla Rivoluzione francese, documento soltanto il periodo storico, perché la storia si giustifica sempre in se stessa - ci fu la caccia all'ingegno. Condorcet, nel suo progetto di Costituzione aveva detto che i popoli liberi non conoscono altri meriti di preferenza all'infuori dell'ingegno e della virtù; d'Herbois, uno dei collaboratori di Robespierre, rispondeva che solo gli intriganti parlano ancora di ingegno. Garnier, a Nantes, prometteva di uccidere tutti gli uomini di ingegno. Nei clubs di Parigi si diffidava di chiunque avesse scritto libro!
Certo è che, da allora, tutte le opposizioni in Italia sono franate, sono disperse, sono finite: polvere. Un gruppo importante come quello dell' Azione cattolica ha fatto atto di adesione al Regime. Poi c'è stato il movimento dei confederali. Parliamo anche di questo episodio. Si è esagerata la portata di questo fatto. Quando fu pubblicata la circolare a firma Rigola, io pregai i giornalisti di non stamburarla, di accettarla come un riconoscimento, perché non vogliamo evidentemente impiccare tutti gli uomini al loro passato, perché ci sarebbero troppi uncini in giro. Doveva essere interpretata come un segno dei tempi, come un segno della forza adesiva del Regime. E così è in realtà. Si può dubitare di qualcuno di coloro che stanno attorno a Rigola; ma Rigola è un galantuomo, perlomeno, ed è certamente un uomo d'ingegno e di coltura e la dichiarazione conteneva cose utili a sapersi, anche dal punto di vista fascista.
Qui sorge il problema: ma come fate a vivere senza opposizione? L'opposizione ci vuole, perché sta bene nel quadro. Noi respingiamo nella maniera più perfetta e sdegnosa questo ordine di ragionamento. L'opposizione non è necessaria al funzionamento di un sano regime politico. L'opposizione è stolta, superflua in un regime totalitario come è il Regime fascista. L'opposizione è utile, in tempi facili, di accademia, come accadeva prima della guerra, quando si discuteva alla Camera, se, come e quando si sarebbe realizzato il socialismo, e si fece un contraddittorio, che evidentemente non era serio malgrado gli uomini che vi partecipavano.
Ma l'opposizione l'abbiamo in noi, cari signori, noi non siamo dei vecchi ronzini che hanno bisogno di essere pungolati. Noi controlliamo severamente noi stessi. L'opposizione soprattutto la troviamo nelle cose, nelle difficoltà obiettive, nella vita, la quale ci dà una vasta montagna di opposizioni, che potrebbe esaurire spiriti anche superiori. Quindi, nessuno speri che, dopo questo discorso, si vedranno dei giornali antifascisti, no: o che si permetterà la resurrezione di gruppi antifascisti: neppure. Si ritorna al mio discorso tenuto prima della Rivoluzione in un piccolo circolo rionale di Milano, l'Antonio Sciesa; in Italia non c'è posto per gli antifascisti; c'è posto solo per i fascisti e per afascisti, quando siano cittadini probi ed esemplari.
Ora, non si deve pensare che la Rivoluzione fascista - poiché ormai anche i nostri feroci avversari sono convinti che noi stiamo rimpastando l'Italia da cima a fondo, e siamo appena all'inizio - possa convivere con la contro-rivoluzione. Che cosa succederà? Succederà che gli antifascisti si ridurranno al lumicino; vivranno di sante memorie; non potranno fare altro.»